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A realizzare questa campagna sono stati cinque studenti russi che sconvolgono, in maniera molto intelligente, degli oggetti innocenti come peluche di animali marini, mostrandone la fragilità rispetto all’inquinamento causato dall’uomo.

Sappiamo ormai da tempo quanti milioni di pezzi di plastica raggiungono i nostri mari e oceani tutti i giorni. E l’impatto per l’ambiente che ne deriva è a dir poco devastante e, di conseguenza, quello per le specie che lo popolano.

Conosciamo anche le innumerevoli iniziative volte a sensibilizzarci su questo argomento tanto importante quando preoccupante.

Ed è proprio attraverso questi animali di peluche di IKEA che questi giovani studenti hanno voluto proiettare questa triste realtà.

“PLASTIC SURGERY” (Chirurgia Plastica). Cosi hanno chiamato questa “collezione” di modelli di peluche venduti da IKEA.

Il risultato di questa campagna è una finestra verso quello che davvero accade sotto i nostri amati oceani, habitat naturale di queste fantastiche specie animali, ormai “stuprato” da diversi anni da persone, forse, che non sanno di abitare sul loro stesso pianeta.

Questo annuncio, non ufficiale IKEA, sappiamo essere di qualche anno fa, ma comunque è, e resterà, sempre attuale.

(NDR) In quanto padre, per mio figlio, ho un innato istinto di protezione. Anche verso certi argomenti forti, spaventosi e soprattutto reali. Lo so sembra strano, ma quando hai un bimbo piccolo, il tuo unico pensiero e creare un mondo attorno a lui che sia più candido possibile, anche se forse può risultare sbagliato. Ma allo stesso tempo, l’educazione verso l’ambiente credo stia in cima a tutto, come quella verso le persone. Il progetto di questi ragazzi può sembrare un gioco con dei “pupazzetti” ma credetemi, ha un messaggio così forte e macabro che non credo riuscirei a farlo vedere a mio figlio. Non fraintendetemi, dico questo perché conosco bene la sensibilità che hanno i bambini e credo che la vista di un’immagine del genere, di una cosa così innocente, martoriata e “violentata”, un bambino, non potrebbe sopportarla. Credo che questo ci faccia capire il reale messaggio di questa campagna e, ad ogni modo, da dove partire per cambiare le cose.

Qual è la morale di tutto questo?

“Un bambino, tutto quello che vede, lo accetta come giusto, naturale. Niente lo sorprende. Nemmeno gli raccontassero che gli asini volano e le aquile ragliano.” (GUIDO SPERANDIO)

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