Com’è la vita da SMM?
Molti pensano sia una passeggiata, dopotutto basta stare a far nulla su facebook..

EH, MAGARI.

A quest’ora sarei come minimo sulla spiaggia di un paradiso tropicale (dopotutto il wifi c’è anche li).
Sciocchezze a parte, come si compone la giornata-tipo di un SMM e soprattutto quali strumenti sono utili per il lavoro di un SMM?

(se sei arrivato fino a qui imprecando perché non hai idea cosa sia un SMM, sappi che sto parlando di quelle bestiacce comunemente chiamate SOCIAL MEDIA MANAGER)

Il SMM, dunque, cosa fa?
Pianifica strategie di comunicazione che mette in pratica grazie all’ausilio di preziosi tool.

Le azioni compiute dal SMM e le conseguenti reazioni che ne scaturiscono, possono essere monitorate e valutate in modo da garantire efficenza ed efficacia.

COMPIERE UN’AZIONE, per un SMM sostanzialmente vuol dire raccontare qualcosa in un certo modo. Bisogna quindi essere attenti a captare le notizie di pertinenza al campo d’azione in modo da trasformare la notizia in lead. È fondamentale, inoltre, che le notizie siano corrette e per verificarne l’autenticità il SMM può far riferimento all’onnipotente Google (e non solo). Ci sono infatti strumenti specializzati nel recupero di notizie, sempre di casa Google, come Trend e News o meglio, piattaforme in grado di aggregare tutte le notizie in circolo per la rete, giorno per giorno, e catalogabili per categorie di interesse, come FEEDLY. Quando poi le notizie provengono da blog e simili, abbiamo SOCIAL MENTION che fornisce in tempo reale contenuti correlati agli interessi della nostra ricerca.
Ad essere monitorate, però, non sono solamente le notizie, ma anche quelli che sono i nostri dialoghi digitali sui vari Twitter, Facebook o Instagram o G+, monitorabili infatti con SYMPLYMEASURED.

C’è stato un tempo in cui l’unico campo d’azione del # (hashtag) era twitter. Usarlo altrove era inutile e motivo di ilarità. Ma i tempi sono cambiati e il regno dell’ashtag si è espanso a tal punto da dover utilizzare RITETAG per consultare in tempo reale quelli che sono gli hashtag di tendenza. Hashtagify, invece riesce addirittura a suggerirci la correlazione che può esserci tra i diversi tag, in modo da individuare i relativi influencer.

Ma come si monitorano Facebook, Instagram e Twitter in modo da scovare i contenuti di qualità? (potere del marketing content vieni a me! cit.)
TAGBOARD ci corre in aiuto.

Un attimo, ma chi è l’INFLUENCER? qualcuno con l’influenza?
Ovvio che no.
L’influencer è un tipo piuttosto figo e di sostanza, colui che cioè crea contenuti di alto valore, indirizzati ad un pubblico ben preciso. Insomma sono quelli che tessono i fili e che vale la pena seguire.
Come fare ad individuare i giusti influencer? Esiste uno strumento, KLOUT che ci indica le persone maggiormente influenti, attraverso un punteggio.

Ma la giornata del nostro SMM non è ancora finita; ha compiuto delle azioni, ha raccontato qualcosa, ottenendo delle reazioni. Come valutare l’andamento di questo lavoro? Come monitorarlo?
Esistono piattaforme come Hootsuite attraverso le quali tenere sotto controllo tutti i dati dei nostri social network.
Mentre per la rilevazione di notizie interessanti, filtrate per tema, c’è il caro vecchio Google, con il suo Alert.

 

Insomma, forse quella del SMM non è proprio una vita facile, sempre a caccia di notizie e di modi giusti per raccontarle, monitorando sempre il prodotto delle sue azioni.
È un mestiere che richiede attenzione e pazienza e che sicuramente fa le scarpe a quelli che vantano nel proprio curriculum vitae di essere esperti nel problem solving.
Ma di certo, grazie a questi strumenti, il SMM può contare su una spalla forte.

È quello che desideri fare? Ora sai cosa ti aspetta 🙂

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