Questo ricordo è ancora vivo e forte dentro di me. Non sono cose che si dimenticano facilmente. Anzi, sono cose che non si dimenticano mai. L’emozione quando mi chiese di farlo (e poi quando decisi di farlo) fu forte!

Subito seguirono le “classiche domande”:

Sarò all’altezza?

Questo mi cambierà la vita?

Prima i tentativi per farlo… poi l’attesa! (scusate i continui punti esclamativi ma mi tremano le mani solo a descrivere quei momenti). Ricordo che cercammo un esperto per confrontarci e avere consigli, per capire se tutto proseguiva al meglio. Era un maschio! Lo sapevo fin dall’inizio, ma ormai ne ero certo! I mesi passavano e prendeva sempre più forma.

Ormai mancava poco e l’avrei visto, sarebbe stato formato in ogni sua parte. Sarebbe stata una mia creatura!

Che responsabilità!

Certo poi avrebbe avuto una sua vita, ma nulla mi avrebbe mai fatto dimenticare che era mio.

Creato da me!

I mesi passarono veloci e dopo esattamente 9 mesi era ormai pronto. Pronto a vedere la luce a prendere un posto nel mondo. Mi trema ancora la voce…

Non potrò mai dimenticare quel giorno, dopo 9 mesi di attesa, usci! Il cuore mi batteva a mille, le mani mi sudavano… Lo presentai al cliente….. :

Il mio primo LOGO!

Certo questo era solo l’inizio della sua vita, mancava ancora tutta l’immagine coordinata, ad esempio.

Ma mi ricordo che feci mie le parole del Profeta Khalil Gibran:

I vostri loghi non sono loghi vostri. Sono loghi del cliente che la comunicatività han di loro stessi. Essi non provengono da voi, ma attraverso di voi.E sebbene stiano con voi, non vi appartengono.Potete dar loro tutto la vostra creatività, ma non i vostri gusti. Perché i clienti hanno i propri gusti.Potete offrire dimora ai loro megabyte, ma non alle loro applicazioni future. Perché le loro applicazioni future abitano la casa del domani, che voi non potete visitare, neppure nei vostri sogni.Potete sforzarvi di essere simili a loro, ma non cercare di renderli simili a voi.Perché le versioni di illustrator non tornano indietro e non si fermano a ieri.Voi siete gli archi dai quali i vostri loghi, come frecce viventi, sono scoccati.L’Arciere vede il bersaglio sul percorso dell’infinito, e con la Sua forza vi piega affinché le Sue frecce vadano veloci e lontane.Lasciatevi piegare con gioia dalla mano dell’Arciere. Poiché così come ama la freccia che scocca, così Egli ama anche l’arco che sta saldo.

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