Tutti conosciamo Marck Zuckerberg: grazie a lui le nostre vite sono cambiate (e non solo dal punto di vista virtuale). Facebook è diventato un punto fermo nelle nostre giornate e a tratti le scandisce; dalla sua nascita si è evoluto ed ha rivoluzionato soprattutto il nostro modo di comunicare.
Poi arrivò WhatsApp e l’uomo perse (quasi) totalmente la capacità di esprimersi senza emoticon. A quel punto Mr Z. ha inglobato Whatsapp nel suo promettente impero.

-Ma Facebook non era già dotato di un sistema di messaggistica istantanea?-

ERRATO.
Errato pensare che Messenger fosse destinato ad essere solo un semplice sistema di messaggistica!
In un recente articolo di Wired-Uk si parla proprio della vera identità di quel Messenger fino ad oggi parecchio sottovalutato, se non addirittura snobbato.

“Dal modo in cui è cresciuto Messenger, pensiamo che questo servizio abbia le potenzialità per aiutare le persone ad esprimersi in modi nuovi, per collegare centinaia di milioni di persone nuove e di diventare uno strumento di comunicazione per il mondo.”

Cosa si cela dietro questo lusinghiero elogio pronunciato da Mr Z. in occasione della conferenza di S.Francisco lo scorso marzo? Messenger sta diventando molto di più di una semplice app: sull’esempio della versione cinese di we-chat, infatti, mira a governare tutte le operazioni di un cliente (acquisti, giochi, appuntamenti, etc) dalla semplice finestra di messaggistica, con tanto di assistente virtuale.
In sostanza un nuovo sistema operativo dal quale poter fare di tutto, compatibile con i vari iOs, Android, Windows e determinato ad andare oltre , restando aperto a tutti quegli sviluppatori che vorranno arricchirlo con tool di qual si voglia genere.
Messenger si propone, dunque, di infrangere quegli schemi imposti da colossi come Google, Apple e Microsoft, rivoluzionando ulteriormente il complesso sistema comunicativo dell’uomo: nulla sarà più come prima.

 

special thanks to: Chiara Bonacini e Maria Pina Criscuolo.
photo credit: WIRED

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