Sembra che quella del rebranding sia l’ultima moda messa in atto dalle grandi aziende; solo qualche giorno fa toccava a Telecom Italia e ora anche Enel ha compiuto il grande passo, e non senza lo strascico polveroso delle critiche tipiche di un paese di allenatori come il nostro (tutti grafici con i clienti degli altri – citando qualcuno).

Al momento della presentazione anche noi ce ne siamo occupati, raccogliendo le impressioni dei nostri utenti in attesa che venissero rilasciate le ufficiali chiavi di lettura. Ma procediamo con ordine.

Lo scorso 26/01 a Madrid, Enel ha presentato il suo nuovo logo, indice di un cambiamento ben più profondo della mera estetica simbolica. Ha annunciato infatti il rinnovo delle proprie strategie di comunicazione, affidate alla WOLFF OLINS( società leader a livello mondiale in ambito creativo, autrice peraltro di altri rebrand come “skype” “Usa today” “AOL“).

Il primo impatto ha dato forma (e a volte anche colore) ad opinioni contrastanti: sostanzialmente l’opinione pubblica si è spaccata a metà tra chi (anche troppo semplicisticamente) lo ha definito un abominio e chi ha invece dato fiducia a quel coraggioso taglio netto con la tradizione, nel segno di una più moderna e attuale strategia.

Intanto sono state rese note anche le motivazioni che hanno portato a questa netta rivisitazione del design:  il logo muove  i suoi primi passi dal concetto base di OPEN POWER, un modo nuovo ed innovativo di inserirsi nei cambiamenti che il settore energetico mondiale sta affrontando.

“Con il rinnovo del nostro brand stiamo adattando l’immagine di Enel ai cambiamenti in corso all’interno del Gruppo e alla rapida evoluzione del settore energetico, evoluzione di cui siamo alla guida – afferma l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Enel, Francesco Starace. “Il concetto di apertura che sintetizziamo con l’espressione inglese ‘Open Power’ ci posiziona come un Gruppo innovativo e sostenibile che lavora per diffondere ed espandere il contenuto tecnologico delle sue attività, per garantire la sicurezza energetica e migliorare i nostri servizi a livello globale. ‘Open Power’ vuol dire anche valorizzare la nostra infrastruttura condividendo le conoscenze per ampliarne gli usi, così come collaborare con i clienti, i partner e gli altri stakeholder, creando così un ambiente favorevole per tutti, che assicuri e tuteli gli investimenti. ‘Open Power’ richiede molto più che essere semplici generatori e distributori di energia elettrica. Il nostro nuovo brand incarna pienamente la natura innovativa, sostenibile, multidimensionale e aperta del Gruppo Enel”.
COMUNICATO ENEL.

 

Ok, ma tecnicamente questo logo FUNZIONA? COMUNICA? E COME?
I puristi della tecnica hanno sussultato puntando, con estrema precisione, il dito contro le SFUMATURE. “Si impara al primo anno che in un logo le sfumature non vanno proprio” e nel lamento dalla cadenza funerea hanno pianto la scomparsa di Bob Noorda attraverso questo oltraggio.
Effettivamente le regole (o linee guida) per la realizzazione di un logo sono abbastanza chiare su questo e soprattutto, se ci sono non è per pura convenzione, sono state elaborate per essere prima di tutto funzionali. E se di tecnica stiamo parlando, non si può ignorarle così facilmente.

Eppure..le regole sono fatte per essere stravolte, ma non solo. Forse è anche giunto il momento di evolvere nel metro di misura che utilizziamo nella progettazione/critica/valutazione. Che sia giunto il momento di ricontestualizzare le regole del design al nostro vissuto?
Beh, questo allora potrebbe esserne un esempio.

A questo punto per valutarne l’efficacia è bene capire se questo logo funzioni e come.
A prima vista i colori non convincono, per poi scoprire (con poca sorpresa) che ad ogni colore corrisponde un ambito aziendale preciso.
Ci può stare.
Ci siamo chiesti se tutti quei colori fossero effettivamente necessari. Non si poteva piuttosto puntare su una soluzione monocromatica che, onestamente, fa anche più scena? Ci spinge a definirlo addirittura “bello” e non solo per mero gusto estetico, ma soprattutto per la sua maggiore USABILITÀ (altro tema caldo per i puristi).

Dal punto di vista della struttura i rettangoli hanno senso, ricordano una “I” che in fisica è il simbolo dell’intensità della corrente che poi è quel “Cursore” tanto decantato da Enel stessa. Usando come simbolo il “Cursore“(entità astratta), Enel ha saputo giocare d’astuzia unendo l’energia e dinamismo delle scie che da la luce, in poche parole Olins ha allungato i tempi di scatto, permettendo così l’entrata in scena di un logo non solo originale che unisce il minimalismo e il futurismo ma, anche il dinamismo: il logo è dinamico non solo perchè unisce sotto un solo marchio Enel, Enel Green Power ed Endesa, unificandoli sotto una nuova brand identity dando ad ogni gruppo il suo spazio e il suo colore, ma anche perchè così facendo si stacca dalla vecchia immagine, per proiettarsi verso il “digitale”. In poche parole Enel si è svecchiata. Nel complesso dunque possiamo parlare di restyling in chiave minimale e su questo Enel si mostra all’avanguardia, seguendo la scia di altre grandi (Google, ndr.)

Google…Google…ECCO COSA RICORDA! – ha esclamato qualcuno – E questo francamente ha un po’ deluso. Un logo deve essere dotato di unicità a cui rimandare una precisa identità! Non può lasciare nel dubbio che si tratti di questo o  di quello. Un logo che ricorda qualcos’altro potrebbe rivelarsi deleterio per l’immagine dell’azienda.

Giunti fino a qui possiamo finalmente tirare le somme e affermare che, nonostante tutto, il logo funziona in maniera piuttosto versatile e lo fa soprattutto nel suo habitus: il web.
Questo logo non segna solo il passaggio dal vecchio al nuovo di una multinazionale (punto che ha creato non poco scetticismo in chi a quel taglio netto e coraggioso avrebbe preferito un’alternativa evoluzionistica, una sorta di continuità storica), è piuttosto il segno tangibile e incontrovertibile che è nato un nuovo modo di fare STRATEGIA. Un modo che tende sempre più alla virtualizzazione e questo lo dimostra il fatto che le regole stanno cambiando, mirano alla dematerializzazione e al dominio assoluto sul web. Stiamo assistendo alla silenziosa ma incessante rivoluzione del modo di fare design, un nuovo modo di concepire forma e colore, ma soprattutto di comunicare. In questo senso Enel ha fatto un vero e proprio colpo (grosso) di marketing comportandosi in maniera del tutto avanguardista.

Che il futuro del design non sia esclusivamente e squisitamente DIGITALE?

https://www.youtube.com/watch?v=m2Ey0AKj0DQ&feature=youtu.be

 

 

 

L’ARTICOLO È FRUTTO DEL CONFRONTO E DEL LAVORO DI ANALISI DELLO STAFF DI ROBA DA GRAFICI CHE NELLA STESURA HA TENUTO CONTO ANCHE DELLE OPINIONI DI TUTTI QUEGLI UTENTI CHE OGNI GIORNO AFFOLLANO LA NOSTRA PAGINA E HANNO CONTRIBUITO ATTIVAMENTE NEL COMMENTARE IL LAVORO PRESENTATO.

AUTORI DELL’ARTICOLO SONO: LOREDANA GUERCIA, FEDERICO DONADELLO, CHIARA BONACINI, VALERIO DOLCE, BIANCA DAGHETI, ALICE ODDO, CHRISTIAN RUSSO, GIOVANNI MAZZUOCCOLO.

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