“Now can we stop talking about my body?”

Tuona così Barbie dalla copertina del Time in uscita il prossimo 8 Febbraio 2016 per annunciare il cambiamento più significativo della bambola più importante di sempre.
Icona di stile e prototipo di idealizzazione femminile da che se ne ha memoria, qualcuno all’interno della società si deve essere reso conto che Barbie (purtroppo o per fortuna) non rappresenta la donna nella sua completezza, nonostante i molteplici giochi di ruolo ricoperti, e questo ha portato ad un importante cambiamento: da oggi Barbie non sarà più soltanto alta bionda e con un fisico da super-model richiamante l’idea di perfezione (anche piuttosto maschilista, se vogliamo). D’ora in poi Barbie sarà curvy, troppo alta e anche un po’ bassetta per diventare il vero simbolo di femminilità, quella reale e concreta e non solo quella tipica dell’immaginario di qualche maschietto.
Barbie diventa davvero una di noi!

Il progetto che ha dato vita alla svolta in casa Mattel è stato denominato “Alba” ed è considerato una sorta di rinascita del marchio, rimasto all’oscuro da tutti (anche dei dipendenti) fino ad oggi 28/01/2016, giorno in cui è stato ufficialmente presentato. Si tratta di un cambiamento sostanziale dell’azienda, in un momento in cui le differenze non sono più un problema, ma finalmente la bellezza è nella DIVERSITÀ.

«La Barbie  è sempre stato un modo per le bambine di vedere il loro futuro. Barbie ha dato voce alle pari opportunità per la prima volta come dirigente d’azienda nel 1985. È stata la prima a viaggiare nello spazio nel 1965, quattro anni prima che l’uomo camminasse sulla luna, e si è candidata alla presidenza per sei volte dal 1992. Le sue bambole impersonano 180 carriere professionali»
Kristina Duncan, vicepresidente del marketing communications

#TheDollEvolvs

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