Ho visto fluttuare materiali, pezzi di pelle, colori. Ho visto linee che pian piano, incrociandosi, sovrapponendosi, formavano corpi. Ho visto texture incontrare qualsiasi materiale.  Ho sentito catturare la mia attenzione immediatamente. Forme nuove, accattivanti.

Sto parlando di Alberto Seveso. Grafico illustratore grande appassionato di fotografia.

Ciao Alberto, benvenuto!  Che piacere averti qui, sulla Soft Chat Interview di Roba Da Grafici!

Inizio subito, metto la quinta!

 

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Definisci il tuo stile caotico, compulsivo e casuale: che processo segue secondo te la creazione di uno stile?

È difficile rispondere a questa domanda anche perché non c’è un processo vero e proprio, è difficile seguirlo. Quindi per quello lo definisco “caotico e un po’ casuale” perché non esiste un metodo… almeno secondo me! Ci sono invece dei creativi che seguono dei metodi ben precisi.

Sei nato a Milano ma hai vissuto in Sardegna (Portoscuso) fino a due mesi fa: un paese piccolo e immerso nella natura: mare e tanto verde. Questo posto ha stimolato la tua creatività. Adesso immagina se avessi continuato ad abitare a Milano, in centro: Secondo te che stile avresti sviluppato? Un writer con gli spray? Forme meno fluide? Linee più marcate?

Magari se fossi cresciuto a Milano non avrei fatto nemmeno questo lavoro! Avrei fatto il barista o che ne so, il disoccupato (ride). Non so, forse avrei fatto il writer perché quando ero teenager, verso gli anni ’90, ne ero molto appassionato infatti andavo spesso nelle periferie di Milano a fare molte fotografie (credo ’96 o ’97) fotografavo un po’ tutti i graffiti… quindi avrei potuto intraprendere in maniera seria quella carriera anche se ci ho provato ed ero totalmente negato nel disegno fatto a mano (ride).

E quindi hai trovato nella grafica digitale un modo per esprimerti!

Esatto!

 

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Ritratto di una perfetta sconosciuta

 

Qualche mese fa hai partecipato al Viscom Forum Di Milano per presentare il psd gratis Fotolia Ten Collection  di Ottobre. “Ritratto di una perfetta sconosciuta”.  La tecnica della dispersione viene descritta da te così: il punto focale è nella scelta dell’immagine di partenza e nella disposizione dei livelli che sono realizzati in vettoriale. Un SEMPLICISSIMO effetto “moltiplica”, SEMPLICI ombreggiature che danno l’effetto di una finta prospettiva. Possibile che sia tutto così semplice?

Beh si, è tutto così semplice perché… ti spiego. Spesso gli artisti e i creativi fanno l’errore di cercare la complessità nelle opere. È totalmente sbagliato perché rendi confusionale ciò che fai. Anch’io prima facevo così: tendenzialmente facevo un’illustrazione e la riempivo di effetti, roba, luci, colori, qualsiasi idiozia che vedessi sul web copiata da qualcuno. Scopri poi che alle persone piacciono le cose semplici, senza troppi elementi.  È difficile che piaccia una cosa molto complessa a meno che tu non sia “tecnicissimo” come quei disegnatori che fanno cose ultra dettagliate, tutte a mano. Credo che sia molto importante essere minimali per piacere.

Un semplice appassionato non sta lì ad immergersi nei dettagli. Devi comunque comunicare in maniera semplice. Se guardo un’opera complessa non me la ricordo nemmeno perché ci sono troppi dettagli: è anche e soprattutto una questione di ricordare ciò che vedi!

 

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Fotolia Viscom Italia 2013 con Alberto Seveso, Massimo Nava e Davide Brusa

 

I vettori che utilizzi per i tuoi elaborati li realizzi in Photoshop o in Illustrator?

Con  Illustrator.

L’idea della tecnica della dispersione nasce nel 2007 e la descrivi in modo molto affascinante. Il concetto è questo: le belle ragazze si “decorano” sempre esternamente e tu hai voluto decorarle internamente. Una ricerca della bellezza interiore oppure una scelta stilistica?

Inizialmente era una presa in giro. Era un periodo in cui si vedevano molte illustrazioni di donna / fondale con un sacco di luci, colori eccetera: fondamentalmente era un messaggio sessista come ormai si usa nella comunicazione. Una bella donna e dietro 3 colori messi a caso tanto per metterci qualcosa. Ho provato a fare una cosa un po’ diversa e vagamente provocatoria e ed è venuto fuori un nuovo stile che è piaciuto. Il tutto molto casualmente.

 

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A me mi piace la gnocca

 

Quant’è importante rovesciare gli schemi nella grafica, nell’immagine?

È importante non solo nella grafica e nell’immagine ma anche nella vita quotidiana. Se fai cose che già fanno gli altri non vai da nessuna parte!  Spesso mi chiedono tutorial o cose del genere… io rispondo sempre di no perché è inutile. Lo faccio per il tuo bene fondamentalmente. Se vuoi fare il creativo devi dimenticarti che esistono gli altri, devi essere sempre te stesso e devi evitare di farti influenzare. Non ricordo dove ma lessi questa cosa da qualche parte: se vuoi suonare Jazz, ascolta Heavy Metal (ride) funziona così! Oppure tendenzialmente copierai gli altri

Quali sono le funzioni Photoshop di cui non puoi fare a meno? Comandi rapidi?

Salva!!!  Salva con nome! Ormai mi viene automatico fare CTRL+S anche se modifico una cosa sola. CTRL+S è automatico!

Consegnare un elaborato tramite la Ten Collection  a un numero elevatissimo di persone. Cosa significa per  te la consapevolezza che tanta gente abbia potuto scavare nei meandri della tua tecnica? Fa piacere o può dare fastidio?

Entrambe le cose. Ti dà sia piacere che fastidio. Piacere perché siamo tutti un po’ egocentrici quindi ci piace essere piaciuti. Fastidio perché il file che dovrebbe essere scaricato per motivi di passione o di studio viene utilizzato per copiare, per emulare un’altra tecnica, per ricalcare e questo è un po’ uno spreco per chi copia, non per me. Questo è utilizzare una risorsa nel modo sbagliato.  Mi è capitato varie volte che usassero le mie immagini per i propri interessi  (spesso anche commerciali) senza chiedermi niente.

 

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Parliamo adesso delle spettacolari foto che hai realizzato per la cover dell’album dei Temper Trap. Foto favolose, di grande impatto emozionale. Per fare queste magie non avevi con te la bacchetta magica ma la macchina fotografica. Risultato di ore e ore di posa e di colori che si mescolano con l’acqua e che formano figure mai viste. Mi spieghi meglio il procedimento e come ti è venuta in mente l’idea?

Quest’idea mi è venuta vedendo delle fotografie nelle quali invece di utilizzare vernice si utilizzava l’inchiostro della penna che lascia quel leggero alone quando lo bagni. Mi è venuta voglia di approfondire la cosa e quindi di utilizzare dei mescolati diversi, una vernice un po’ più dura perché solitamente la usano molto annacquata e quindi non hai lo stesso effetto…  poi a fare qualche trucchetto per avere dei movimenti interni  come mettere una pompa da acquario, creando un moto ondoso all’interno della vasca. Ho provato e riprovato fino a che non sono arrivato ad un risultato soddisfacente e soprattutto diverso… perché comunque poi è quello che si va a cercare, qualcosa che sia totalmente diverso.

Quindi parola d’ordine: sperimentare! Mi piacerebbe sapere la reazione dei committenti! Sono mica svenuti dalla contentezza alla vista di cotanta fluida bellezza?

Hanno reagito molto bene! Alla fine hanno vinto il premio come miglior album dell’anno a livello grafico.

 

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Come ti comporti in caso di mancanza di creatività? Hai mai momenti di vuoto cosmico?

Solitamente penso che sarà tutto finito, che non riuscirò mai più a far niente di bello e probabilmente dovrei cercarmi un altro mestiere!

Come me praticamente!

Si, più o meno reagiscono tutti così: ho sbagliato mestiere, farò altro tanto non concluderò mai nulla! (ride)

Ma tu ormai non puoi dire più “non concluderò mai nulla”

Invece è anche peggio perché quando fai qualcosa di un po’ diverso e nuovo poi le persone si aspettano che lo farai sempre…  però non è così semplice fare sempre qualcosa di nuovo e di diverso. Se si trova uno stile è bene che lo si porti avanti, non si può cambiare sempre. Chi riesce sempre a tirare fuori qualcosa di bellissimo: beato lui! Io non ce la faccio! (ride) o almeno spero di si!

Dopo un momento di vuoto cosmico arriva l’idea come reagisci? Io ad esempio se sono particolarmente felice mi metto anche a saltellare dalla gioia!

(ride) Solitamente reagisco in maniera abbastanza composta , penso che anche questa volta arriverò a fine mese. Robe del genere, robe molto semplici!

Parliamo di workflow: come organizzi il tuo lavoro?

Non ho una regola ferrea, tendo sempre e innanzitutto a rimandare. (ride) Inizio il lavoro il più tardi possibile faccio un sacco di prove fino a quando non trovo qualcosa di decente, di interessante.

E quanto tempo impieghi a fare un lavoro tipo “A me mi piace la gnocca” tenendo conto anche della grande padronanza che hai acquisito della tua stessa tecnica?

Non ci vuole moltissimo. Non so quantificarti quanto, posso dirti che ultimamente non ne sto più facendo lavori in quel modo perché un po’ mi stanno annoiando e comunque ogni volta ci metto tanto perché cerco sempre di fare qualcosa di leggermente diverso, di apportare un minimo di modifiche altrimenti sarebbe veramente sempre uguale. Ci vogliono almeno 10 giorni lavorativi, ecco!

 

Adesso mi trasformo in un tuo committente. Ti chiedo di realizzarmi il visual per una nota marca di pannolini per bambini: budget fuori dal comune. Accetteresti? Scherzo! Ti è mai capitato di rifiutare una proposta lavorativa consistente? Quanto è difficile dire no a commesse allettanti ma poco consone allo standard elevato del tuo lavoro?

Sono stato abbastanza fortunato perché non mi è mai capitato. L’unica cosa che posso dire è che spesso i clienti quando ti commissionano un lavoro hanno una loro visione un po’ strana: pensano sempre che sia semplice e facile da fare.  Spesso vogliono metterci bocca come ad esempio nella richiesta di modifiche che a volte sono assurde! Ti faccio un esempio: mi è capitato in passato di realizzare la copertina di un libro in cui mi è stata fornita la fotografia di una ragazza nordica che dovevo illustrare come faccio di solito. Arriviamo agli step finali e si accorgono che nella storia del libro la ragazza è latina! Quindi a quel punto, quando l’illustrazione era praticamente finita mi hanno chiesto di rendere la ragazza LATINA: capelli neri sopracciglia nere, colore della pelle scuro e gli occhi da azzurri a un colore totalmente diverso… ok sono cose che si possono fare ma dammi direttamente la foto di una modella latina! (ride) Anche perché poi si vede! Si vede che non ha i tratti somatici di una ragazza latina, sembra una svedese che s’è fatta una lampada e si è tinta i capelli.

Anche perché a te non piace neanche modificare troppo le foto! I clienti non si rendono conto che tante cose si possono fare ma bisogna partire dalle basi giuste per arrivare ad avere risultati soddisfacenti.

Non si rendono conto che anche all’interno del nostro ambiente che ci sono delle figure diverse: c’è il ritoccatore, c’è l’illustratore, c’è il creativo. Spesso sbagliano a pensare che tu sappia fare tutto e invece no! Esistono figure come può essere  il ritoccatore che fa post produzione avanzata che è quello a cui ti devi rivolgere per chiedere di renderti una ragazza da nordica a latina.

Per fare questo lavoro sono necessari coraggio, volontà, passione. Credere in quello che si fa, avere uno spirito innovativo, un occhio sensibile al bello e potrei dirne altre mille di cose. Ci vuole anche un pizzico di fortuna?

Ce ne vuole tanta di fortuna! Ci vuole tanta fortuna quanta abilità: le due cose vanno di pari passo perché vedo che ci sono persone veramente brave e capaci che non hanno fortuna, non trovano lavoro, non trovano un cliente adatto. Ci vuole tanta fortuna, anche quella di essere notato dalle persone giuste. Non è solo una questione di fortuna o solo una questione di tecnica e di bravura.

 

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Dropping

 

E adesso parliamo un po’ di dropping: cocktail di inchiostro ed olio con effetti incredibili: mi puoi spiegare un po’ il procedimento?

Il procedimento è semplice: invece di una vasca piena d’acqua riempi una vasca piena d’olio…

… e cominci a giocare col colore!

Si! Ci sono tanti modi per fare queste cose. Questo dovrebbero capirlo le persone che vedono una cosa e la copiano pari pari! Vuoi fare qualcosa di diverso? Prendi una vasca d’acqua, porta ad ebollizione, prendi il piombo fuso, versalo dentro e osserva cosa succede ma… mettiti una maschera perché le esalazioni sono tossiche! Si possono fare tantissime cose con i liquidi, composti diversi…  anche mettere un motore da acquario per fare il moto ondoso, non l’ha fatto ancora nessuno!

Potresti farlo! Sicuramente il tuo “moto ondoso” sarebbe migliore del mio.

Ci vuole una marea di tempo perché è tutto uno “svuota la vasca, riempi la vasca”, veramente tanto tempo. Ad un certo punto diventa noioso, sembra il lavoro d’ufficio dopo un po’.

Bisognerebbe delegare.

Guarda mi è capitato solo una volta che mi riempissero le vasche, l’ho sempre fatto io. Solo una volta ed è stato bellissimo!

Che musica ascolti durante il lavoro?

Siccome sono un po’ nostalgico ascolto soprattutto musica degli anni ’90 che va dal grunge all’hard rock. Alla fine ascolto di tutto ma son rimasto un po’ agli anni ’90, non sto cambiando genere. Ascolto dall’elettronica al grunge, metal.. ho smesso anche di fossilizzarmi su un unico genere.

Musica classica?

Si, certo! Ogni tanto anche musica classica, fa bene. Forse l’unica cosa che non ascolto è il POP.

Hai uno stile riconosciuto e hai avuto approvazioni in ogni dove. Ora hai deciso di dare una svolta e cercare nuovi stimoli, altri modi per sfogare la tua necessità di comunicare . Ti sei anche trasferito all’estero, a Bristol, per migliorare l’inglese.

Mi son trasferito all’estero perché l’Italia è diventata invivibile sotto molti punti di vista e un po’ perché  fa bene cambiare e vedere anche come vivono gli altri, conoscere altre realtà… e poi Bristol è una città molto bella e molto creativa… ovviamente l’influenza di Bansky si sente!

Adoro Bansky!

Qui il padrone incontrastato è lui! Però è molto creativa sotto ogni punto di vista! Ha una bellissima scena musicale, un sacco di posti dove puoi vedere bei graffiti, bei lavori e soprattutto ho notato una cosa bellissima: i locali hanno mediamente una comunicazione di altissimo livello, hanno veramente delle bellissime comunicazioni !

Mi sono trasferito anche per imparare bene l’inglese e poi per cambiare aria!

 

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Facci vedere le foto di qualche bel negozio, pubblicale!

Ora sto stampando un sacco di roba perché da lunedì c’è una mostra di miei lavori fino al 29 Marzo. (l’intervista è stata fatta sabato 1 Marzo nda) Tra le altre cose è un posto bellissimo, una vecchia chiesa gotica ristrutturata perché qui a Bristol ci son tantissime chiese e molte le affidano a gruppi artistici che poi ristrutturano e ci fanno musica, concerti ed esposizioni. Tra l’altro (facendo un paragone con l’Italia) sono qui da due mesi e mi hanno affidato una sala bellissima dove c’è il rosone della chiesa per esporre. È un bel posto se sei un creativo, un artista o un musicista! Lunedì vado a montare il tutto… è veramente qualcosa di bello che da noi non esiste. A parte che non so se arriveremo neanche tra 50 anni in Italia ad usare le chiese in questo modo. Qui diventano anche case! Addirittura c’è una chiesa gotica bellissima che ora è un tempio Indù. Si scambiano anche tra religioni, non gliene frega niente (ride) Bristol è veramente una città che merita!

Ma perché hai scelto proprio Bristol?  

Io e la mia fidanzata volevamo andare via dall’Italia, soprattutto dalla Sardegna perché ci siamo accorti che è tanto bella quanto statica e dopo un po’ la noia ti assale perché non c’è nulla da fare… quindi abbiamo un guardato dove potevamo andarcene. Eravamo indecisi tra Liverpool e Bristol ma alla fine B è una città molto ma molto creativa: facendo un po’  di ricerche dopo Londra e Inghilterra è il posto più creativo. Io non amo tanto le città e Bristol, diversamente da Londra, è una cittadina più vivibile, non è una megalopoli! Vai a piedi e in bicicletta ovunque

Quindi ti trovi bene! Tornerai in Italia?

Non so, penso di si ma per il momento sto bene qua! Forse mi sarei dovuto trasferire 10 anni fa, però allo stesso tempo se mi fossi trasferito 10 anni fa non avrei fatto quello che faccio.

Ho visto anche delle donne sfilare con abiti… con le tue stampe! Com’è accaduto?

Questo è accaduto perché una stilista newyorkese ha notato i miei lavori e li ha voluti utilizzare sulla collezione Autunno  2013. Quando inizi ad essere pubblicato parecchio allora ti contattano per qualunque cosa. Ora c’è uno stilista americano che dovrebbe produrre una serie limitata di magliette per la collezione estate 2014. Poi pubblicherò le foto!

 

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Grazie per le anticipazioni! Cosa consiglieresti ai grafici che sognano di diventare un po’ come te?

Se ti piace quello che fa qualcuno non copiarlo! Un po’ come il discorso: se vuoi suonare il Jazz ascolta metal! Bisogna cercare di non fare le cose uguali a quello a cui ti ispiri! Penso sia fondamentale, è la base di tutto quanto! Quando ho iniziato a fare questo lavoro mi piacevano moltissimo le grafiche delle cover dei CD metal! Mi piacevano i lavori di Dave McKean, di Alessandro Bavari ma se vai a guardarli sono totalmente diversi , quella è roba da sbudellamento! C’è molto sangue, molta violenza, sono lavori molto forti a livello di impatto visivo ma alla fine mi son ritrovato a fare delle commercialate perché comunque la copertina dei Temper Trap è un gruppo commerciale e invece a me piacevano delle grafiche che erano totalmente diverse, erano molto forti. Più o meno funziona così! Se avessi continuato ad ispirarmi, a copiare loro, non avrei  mai fatto. Perchè devo andare a chiedere a un Alberto Seveso di farmi un lavoro alla Dave McKean o alla Alessandro Bavari quando loro esistono già! Un po’ è questo il discorso!

Un saluto agli amici di RDG?

In culo alla balena!

 

Ti va di saperne di più su Alberto Seveso? Ecco due video molto interessanti: il primo realizzato per Adobe, il secondo per Fotolia in occasione della Ten Collection.

 

 

 

Qui di seguito i link per guardare tutti i suoi lavori! Basta cliccarci su!

Il sito internet di Alberto Seveso 

Il profilo Behance

 La pagina facebook

 

Ecco una piccola galleria con i suoi lavori

 

 

 

 

 

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