Il concept: se sei un creativo, sai di che parlo!

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Spesso l’appellativo “creativo” viene attribuito a chi, nel campo della pubblicità, elabora le idee, suggerisce proposte nuove e mirate a persuadere un target prefissato, ne redige un profilo dettagliato e dopo averne analizzate le problematiche, indirizza verso la strada più accessibile per la notorietà.

Ma non è tutto oro quel che luccica, perché sai bene che concepire una buona idea e renderla attuabile è quanto di più logorante possa accadere durante le interminabili ore di brainstorming che precedono la sua messa in opera. Sto parlando di un vero e proprio esercizio di resistenza!

Ma i tuoi sforzi saranno presto ricompensati quando dopo tanta fatica riuscirai a trarne fuori e porre davanti agli occhi di tutti il vero centrifugato delle tue meningi, che è più semplicemente definito “concept”. Ma la scalata è ancora lunga e prima di poter piantare la bandierina sulla vetta più alta dovrai affrontare i venti gelidi e avversi che, si sa, non vedono l’ora di fronteggiarti.

Perché è facile avere l’idea geniale, chi non l’ha mai avuta prima d’ora?

A dettare consenso è il modo in cui la esprimi, la proponi e la rendi viva, nella tua mente e in quella degli altri. Solo quando il tuo concetto sarà compreso, anche da un singolo, non essenzialmente condiviso, allora si che potrai immaginare la sua concretizzazione. A quel punto lo si manipola, lo si modella o scolpisce, a seconda della sua malleabilità, affinché possa assumere la forma che lo renda soddisfacente, prima a te stesso e poi a chi hai di fronte. Perché quanto più un concetto è chiaro a te stesso, tanto più sarà facile comunicarne l’efficienza e renderlo appagante.

Una cosa è certa, il concept una volta assimilato e sintetizzato, ti perseguiterà nel letto durante le notti insonni, sotto la doccia quando l’acqua che scroscia sul tuo corpo rischiarerà anche i pensieri, a spasso con te e al bar davanti ad un caffè; diventerà il tuo stile di vita, lo rincorrerai per giorni, mesi, a volte anche anni; ti renderai conto che non serve credere in Dio, perché ciò che ti invoglia ad alzarti la mattina, non è la convinzione di fare bene oggi per il paradiso di domani, ma la curiosità di sapere se all’alba del nuovo giorno, il tuo concetto, avrà lo stesso volto che pensavi avesse ieri.

Il vero talento arriva dopo, quando senza intimidirti lo esporrai, attribuendogli la forma che secondo te lo rispecchi, davanti agli sguardi attenti di coloro che hanno affidato a te le sorti del loro futuro. Assicurati che abbia la stessa influenza la sera mentre lo racconti sorseggiando una rossa doppio malto in compagnia dei soliti noti o sul treno nella carrozza 4 in conversazione con uno sconosciuto o ancora davanti ad un bracciante dall’esperienza quarantennale. Non importa che tu abbia venti, cinquanta o ottant’anni, il tuo concetto assumerà una validità direttamente proporzionale alla tua capacità di persuasione.

E solo allora potrai definirti realmente un creativo, anzi, lo faranno gli altri, perché sei riuscito a fornire loro le chiavi del cancello oltre il quale vedevano, senza averne però i mezzi per aprirlo.

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Silvia Gatto

Architetto di formazione, grafica per passione. Legge e scrive per piacere, ma quando parla… lo fa ininterrottamente! Sguardo gelido e cuore salentino, sogna di giorno ed elabora di notte. La sua connessione è sempre attiva, ma quando mangia stacca la presa! Passeggia spesso e sottovoce canticchia, adora i colori caldi e a volte anche freddi: le piace cambiare punto di vista, così come ruotano le stagioni! Ama fantasticare ed immaginare che dietro ad un capanno si nasconda un castello, ma se le è stata data la fortuna di vedere oltre, perché minimizzare il tutto ad apparenza?