A di CATANIA

In questi giorni abbiamo avuto modo di essere deliziati dal lavoro di Mirko Vallone che ha realizzato il nuovo logo della città di Catania.

Il logo voleva essere semplice e gestuale, ma il risultato è stato sono un insieme di squallore sia esteticamente che tecnicamente parlando, Il sindaco durante la presentazione ha spiegato gli elementi che caratterizzano il logo, tra questi la A “che richiama la storia, l’identità della città: la A di Agata, la Patrona, la A di Atena, dea greca mitica fondatrice, e la A del dittongo Aetna”.

Il creatore del logo è lo stesso che ha realizzato pubblicità che hanno fatto discutere in precedenza come  la pubblicità della Zappalà dove in primo piano è stato messo un seno di donna con tanto di slogan “Le cose belle dell’estate”. Ricordiamo a tutti che saper fare pubblicità e saper fare brand, anzi CITY BRAND sono due cose diametralmente opposte inoltre  la tendenza a fare marchi colorati e di discutibile gusto per promuovere il turismo della città in questione come se non fossero dei loghi veri e propri e che quindi possano sfuggire alla logica della progettazione classica di un logo! un logo per funzionare deve essere scalabile e riconoscibile anche nei minimi termini e questo con un logo “quasi pittorico” come e stato definito dal creatore no va,e non e ne fresco ne semplice ne gestuale, insomma e una a butta li alla come viene, anzi da oggi si dirà Alla catenese!

La cosa che alza un pò gli animi è il fatto che il logo non è stato pagato, ma regalato, a mio parere però gli occhi delle persone, possono fare a meno di tali doni. Capiamoci e un bel gesto un dono, ma se io regalo un orologio costruito da me che segna l’ora giusta solo due volte al giorno eviterei di farlo diventare l’orologio ufficiale su quale schedulare gli appuntamenti del sindaco. ergo se lo sai fare bene, in caso contrario se lo fai appendiamo questo bel disegnino sul frigo del comune dove tutti lo possono vedere e bona li.

saremmo i soliti criticoni italiantti che ci lamentiamo con le cotte e con le cruda, ma come si suol dire ai posteri l’ardua sentenza. intanto vi deliziamo con unq bella gallery di a come…

 

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