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Ciao amici di Soft Chat Interview!

Questa settimana ho il piacere d’intervistare una persona poliedrica. Una personalità unica nel suo genere. Fantasista del colore. Domatore di caratteri. Funambolo della comunicazione.

Massimo Sirelli!

 

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Ciao Massimo!

Nasci a Catanzaro nel 1981, influenzato non dagli streptococchi come i bambini normali ma dal mondo dei graffiti e dalla street art. Come hai conosciuto queste due forme d’arte?

In casa si è sempre respirata la passione per la pittura. Mio Papà era un collezionista, amava i quadri, amava averli in casa e amava regalarmi agli amici. Quindi sin da piccolo sono sempre stato abituato ad entrare negli atelier degli artisti e nelle gallerie d’arte.

Nel periodo pre-adolescenza un tragico evento familiare mi ha portato a scaricare la mia rabbia verso la vita nel disegno. Così incontrare i graffiti che ero poco più alto di un soldo di cacio. Era il 1995 e avevo 14 anni.

 

Cosa senti quando hai uno spray in mano e sei davanti ad un muro bianco?

Oggi, usare lo spray per me è come salire sulla macchina del tempo. Un viaggio nel mio passato, nella mia adolescenza artistica. Da lì è partito tutto e senza uno spray non avrei mai incrociato il resto.

 

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Come ad esempio il graphic design… 

Si. Ho seguito studi tecnici… la grafica e la mia vena artistica non è mai stata alimentata se non attraverso la spray art. Che era istintiva e selvaggia. Nessuno studio. Istinto ed emozione.

 

Avere sempre e costantemente la voglia di vedere le cose sotto nuove prospettive: quanto è importante?

Importantissimo. La necessità di mettersi in gioco sempre. L’esigenza di conoscere nuove tecniche e sperimentare, offre nuovi punti di vista a quello che pensavi di saper fare e scopri che puoi farlo diversamente. Questo è fantastico. Si chiama ESPERIENZA.

 

 Ti diplomi allo Ied di Torino nel 2003 in Digital e Virtual Design. Il passo successivo sarà operare come freelance per agenzie di comunicazione. Come mai questa scelta? Perché partire dal freelancing?

 Più che decisione direi condizione… alle volte non scegli un percorso, ma semplicemente ti capita.

 

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Non credi che per lavorare nel mondo della grafica sia necessario fare esperienza in un’agenzia di comunicazione, in una tipografia, toccare carta, osservare i macchinari, come si montano le insegne… insomma, in un luogo dove apprendere la parte tecnica e pratica del mestiere?

Assolutamente… io ho fatto tutto ciò nel tempo, curiosando e provando io con mano a fare 1000 mestieri diversi legati alla creatività sin dai tempi dei graffiti…confrontandomi con molte situazioni differenti, committenze e richieste sempre nuove e mai porsi il problema del “non lo so fare, ma trovo il modo di farlo”.

 

Dal 2006 sei ART DIRECTOR e fondatore dello studio creativo DIMOMEDIA che non è una semplice agenzia di grafica ma un “laboratorio creativo di ricerca e sperimentazione incentrato su grafica, comunicazione e multimedia design”. Cos’ha di meglio rispetto ad una “normale”agenzia di comunicazione?

Che ci sono io come Capitano, Marinaio e Commodoro!

No scherzo. Non so cosa possiamo avere di più,  forse nulla. Sicuro passione e l’illusione di restare sempre quelli da poco usciti dallo IED.

… quindi mantenendo la stessa spontaneità creativa del principio ma diventando grande, acquisendo maggiore esperienza e sicurezza.

 

Dal 2008 diventi DOCENTE all’Istituto Europeo del Design di Torino. Materie: Interior design, Trasportation Design, Fashion e Textile Design, Design del gioiello e dell’accessorio, Car Design. Non ho mai visto una tua lezione ma ti immagino come un docente diverso. Sei giovane, sveglio, pieno di energie… com’è il rapporto con i tuoi studenti? Qual è il consiglio che dai più spesso a loro?

Il rapporto con i ragazzi è bello. Mi diverto molto anche io. Non c’è mai una lezione uguale all’altra. Improvviso sempre a seconda dell’argomento, della classe e del momento. Alle volte servono metafore folli per attirare l’attenzione del gruppo che è assopito dalla lezione precedente e far passare il concetto. Così ridiamo e nel frattempo ho spiegato loro il concetto di “griglia alternata”.

 

Come riesci a conciliare il lavoro in agenzia con il tuo impegno di docente?

Pianifico settimanalmente le lezioni e di conseguenza i giorni di agenzia, ora è un pò che lo faccio e pian piano ho capito che tanto non serve far programmi e spero sempre che non accadano imprevisti!

 

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Ti ho conosciuto tramite “Io sono un creativo, tu no”. Ho acquistato anche la maglietta qualche anno fa (viola con la stampa gialla). La semplicità della forma (un quadrato) e la forza di una frase. Io sono un creativo, tu no è un progetto finalizzato ad avvicinare e radunare tutti gli operatori del settore della comunicazione e del design con l’intento di generare un punto di contatto tra persone e professionisti, al fine di favorire lo scambio e la libera circolazione delle idee. Dare visibilità a chi voglia mostrare il proprio spirito creativo. Com’è nata l’idea? Perché è nata? Come riesce a produrre energia?

L’idea nasce dalla mia stessa esigenza di voler dire al mondo il lavoro che facevo, che tanto sognavo di fare e che finalmente stavo facendo.

Penso che crei energia perchè convergono l’ironia e la spocchiosità di quel tu no. Il quadratone colorato in contrapposizione alla t-shirt rende evidente la maglietta e attira lo sguardo fino a leggere il testo… il gioco è fatto. O la ami o la odi. Quel tu no o ti strappa un sorriso o un bel “vaffan…” ma a quel punto il gioco è fatto l’interazione volontaria è scattata. Questo penso abbia trasformato l’idea in un progetto che ha funzionato.

 

Stiamo parlando di messaggi e creatività ma a volte penso che il mondo della grafica stia diventando troppo standardizzato. Va il flat, tutti col flat. Non pensi che a volte i progetti manchino di creatività quasi per paura di osare?

Penso che alle volte si sia costretti a non pensare troppo al progetto, effettuando tutte le prassi che stanno dietro alla creazione dello stesso: raccolta e analisi del brief, target, ricerca, ispirazioni, gestazione, bozze, e bla bla bla… molti vanno su istock comprano una libreria di vettoriali e consegnano. Ma purtroppo è il mercato che costringe il più delle volte a questo modus operandi. Ormai la prassi è: “Fallo bene, fallo in fretta e fallo che costi poco, anzi meno”. Come fai in questi termini a fare innovazione???

 

Hai toccato un argomento delicato. Delicatissimo. Spesso molti clienti hanno fretta e non ci fanno dedicare il tempo che richiede il progetto. Si accetta perchè non si vuole perdere il lavoro, i soldi. Cosa potremmo dire a chi ci impone tempi improponibili?

Che purtroppo non è chiaro che non basta schiacciare i tasti del computer per fare un bel lavoro… bisognerebbe noi tutti “educare la clientela” ma non è facile…

 

Ma torniamo a te: te l’hanno anche rubata più di una volta l’idea del “tu no”. Come reagisci di fronte ad un’idea rubata?

Bhe concorderai con me che dopo “Io sono un Creativo. Tu no.” Sono venuti fuori centinaia di esempi di ogni tipo: progetti, campagne, pay off, etc etc che in maniera non troppo velata si erano rifatti o per grafica o per sintassi al mio progetto. Prima di “Io sono un Creativo” quanti esempi ti vengono in mente con una struttura simile? A me nessuno. Ma sicuramente mi sbaglio ed esisteva già! mah…

 

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Nei tuoi disegni speso osi, dai dei messaggi forti in modo ironico. Parti da poster, copertine di giornali. Non hai paura di comunicare a modo tuo. Tematiche anche molto particolari. Raccontaci un po’ come vengono fuori, come li realizzi, le tecniche

La pittura è la mia valvola di sfogo. Qui non ho regole, non ho brief non ho obiettivi. Sono io e la mia follia. Se in quel periodo mi va di lavorare a marker allora che marker sia… altrimenti è la volta degli smalti industriali spalmati a pennello, dipingendo come un primitivo. Poi i messaggi… sicuramente le tematiche sono il risultato di quello che assimilo nel periodo. Gli artisti sono le spugne del genere umano. Sono catalizzatori di quanto accade e trasformano in creazioni le sensazioni e le visioni che si portano dentro. Quindi è per questo che trovi molte cose diverse tra i miei lavori di pittura, perchè affido all’istinto e all’emozione la guida della creazione.

 

Anni fa mi diedero un consiglio: ricordati che per diventare brava devi necessariamente copiare. Copiare per imparare, copiare per affinare la tecnica, per poi farla tua modificandola e applicandola al tuo stile. È stato un consiglio utile?

Secondo è il consiglio migliore che potessero darti. Ai miei allievi dico sempre che devono rubare, copiare, ispirarsi… e pian piano far loro un metodo di lavoro, una struttura grafica.

 

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Ma parliamo di cose serie. Hai una passione molto singolare: i robot! Progetto adottaunrobot: sensibilizzare la gente al ri-uso. Dare vita ad oggetti utilizzando materiale caduto in disuso. Il design rifiuta il rifiuto! Ma questo è un progetto davvero affascinante! Com’è venuto fuori?

Io adoro i robot, il vintage, il modernariato, il design del passato e odio buttar via le cose. Ho messo tutto insieme ed è nato AdottaunRobot.com

Un progetto dove metto insieme un sacco di cose: le mie passioni per l’arte, la creatività e il reciclo. Avevo già in passato fatto qualcosa di simile con il progetto D-Droid.com, ma qui è un progetto tutto mio, dove forse per l’età o non so cosa sono riuscito a metterci il cuore. Nelle storie dei personaggi, nello storytelling di come e perchè è nato questo progetto, io lo considero davvero un progetto sincero.

 

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Cosa posso fare per avere un tuo robot? Sono bellissimi!

Per avere un Robot bisogna dal sito mettersi in lista d’attesa. Sono pochi Robottini e tanti li vorrebbero, quindi non è solo una questione di soldi, ma anche di storia… Quando si richiede l’adozione del Robottino, sarebbe meglio se mi viene raccontata la storia che spinge a voler un Robot piuttosto che un altro… per me sono come i miei bimbi e non ho intenzione di darli a chiunque, ma solo a chi ha un cuore!

 

I tuoi progetti migliori? Progetti in corso?

I miei migliori progetti? Tutti!!!!

Dalla Corporate di Bakeca.it a Io sono un Creativo. Ultimo progetto www.adottaunrobot.com

 

Un saluto e un consiglio agli amici di RDG?

Non smettere mai di provare emozione.

 

Vi è piaciuta l’intervista di Massimo? Adesso guardate un po’ il suo video!

 

Vuoi saperne di più su Massimo Sirelli? Ecco i link!

DIMOMEDIA

IO SONO UN CREATIVO, TU NO

MASSIMOSIRELLI.IT

ADOTTA UN ROBOT

 

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