Pokemon Go: il punto di vista di RDG

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Dalle testate giornalistiche più affermate ai magazine specializzati del settore videoludico (e non solo), hanno tutti riservato un posto speciale al fenomeno Pokemon Go.  E anche noi di RDG abbiamo pensato di spendere due parole a riguardo. Dopo una breve discussione sembravamo orientati ad analizzare la campagna marketing svolta da Nintendo e Niantic per lanciare il prodotto, ma in seguito ad una serie di riflessioni ci siamo resi conto di come le aziende coinvolte nel prodotto Pokemon Go abbiano in realtà investito pochissimo sulla sponsorizzazione dello stesso, e come, di fatto, un’App da tempo libero abbia generato una serie di inattesi comportamenti sociali e culturali, forse molto più influenti di quelli che l’azienda stessa aveva previsto.

Ma cos’è Pokemon Go?

È una App in realtà aumentata che permette all’utente di catturare Pokemon mediante la fotocamera dello smartphone. I Pokemon sono disseminati in giro per il mondo, più nei centri urbani che nelle zone rurali, e cambiano in base alle caratteristiche ambientali del territorio: ad esempio, vicino a ruscelli, fiumi e laghi si possono trovare Pokemon d’acqua. Le modalità per catturarli sono le medesime di quelle raccontate dall’omonimo anime andato in onda sul finire degli anni ’90 (a sua volta ispirato al celebre videogioco per Game Boy). È cosi che le strade cittadine pullulano oggi di allenatori di Pokemon, che vanno alla ricerca dei buffi animaletti per collezionarli e farli combattere per la conquista delle palestre specializzate, che nella nostra realtà combaciano con luoghi di interesse storico-artistico o commerciale.

central park
Raduno di allenatori al Central Park

Chi sono gli allenatori?

In un primo momento potremmo pensare che la App sia  rivolta esclusivamente ad un pubblico di millenials, giovani nati nel nuovo millennio la cui cultura è stata caratterizzata dalla massiccia presenza di strumenti tecnologici. Al contrario però, a giocare a Pokemon Go sono soprattutto utenti che si ritrovano in una fascia di età superiore ai 25 anni, ovvero tutti coloro che lasciandosi trasportare dalla nostalgia, finalmente, hanno la possibilità di ripercorrere la stessa esperienza di gioco che ha caratterizzato la loro infanzia: questa volta però nella realtà tangibile odierna.

C’è chi ha deciso di lasciare il lavoro per dedicarsi ad un viaggio d’avventura, come il  24enne neozelandese Tom Currie e chi, per catturare i Pokemon, è arrivato a perdere 12 kg.

Chi sta cavalcando l’onda del successo prodotta da Pokemon Go?

La App, oltre a portare un introito alle aziende che hanno sviluppato e prodotto il titolo, ha anche generato un largo uso del marchio Pokemon per fini commerciarli da parte di privati, sulla scia di un marketing che non esiterei a definire trasversale. Bar, locali, ristoranti  hanno sfruttato la presenza di un Pokemon raro nelle loro vicinanze per sponsorizzare la propria attività; aziende che hanno invece deciso di promuoversi programmando App parallele, con tematiche differenti (come non pensare alle celebri “App d’incontri”) riallacciandosi alle meccaniche di gioco di Pokemon Go. Qualcuno, e nello specifico il partito “Forza Italia”, ha anche avuto il coraggio di utilizzare il brand per fini politici provocando un sorriso imbarazzato per la scelta e un rimprovero ufficiale da parte di Nintendo.

bar forza italia

Di contro, l’innumerevole quantità di utenza che l’App è in grado produrre ha portato molti centri di interesse storico artistico a richiedere l’eliminazione della propria tag gps per motivi etici e morali, e riportare cosi l’attenzione sul valore storico del sito.

Come si evince gli indotti che la Pokemon Go mania sta generando sono diversi e molteplici, basta saperli sfruttare ed avere una buona idea per ricavarne vantaggi. Magari ne riparleremo tra un anno per tirarne le somme.

Vi auguro dunque “Buona Caccia”, ma mi raccomando: prestate sempre attenzione all’ambiente circostante! A tal proposito, tra qualche mese verrà rilasciato PokemonGoPlus, un apposito braccialetto che segnalerà la presenza di Pokemon nella zona anche con lo smartphone in tasca.

pokemon go gif
Gif by Pawel Kuczynski

 


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Martina Delpopolo Carciopolo
digital museum addicted