Peter Saville: sull’onda della rivoluzione grafica

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Siamo a Manchester sul finire degli anni ’70, il panorama culturale e musicale è particolarmente fervido: sono gli anni dei Sex Pistols, dei Joy Division e poi dei New Order: gruppi che hanno segnato la storia della musica, creando uno spartiacque generazionale al di là del quale non si è più tornati indietro. Punk, acid music e rave.

Ma forse è il caso di spiegarvi il perché di questa intro in chiave musicale. Oggi parliamo di Peter Saville, il protagonista del Cover Contest di questo mese.

Nato a Manchester nel 1955, è stato una figura centrale nella progettazione grafica e della cultura visiva. Compie la sua formazione presso il Politecnico della sua città natale, dove avrà modo di studiare grafica. Nel 1978, realizza il primo manifesto per The Factory, un night club fondato da Tony Wilson, dove si esibivano le più grandi band dell’ambiente underground del momento. Nel 1979, insieme a Tony Wilson fondò la Factory Records una delle più importanti etichette indipendenti del panorama musicale e ne divenne direttore artistico.

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Le prime opere realizzate sono caratterizzate da ritrovamenti di oggetti casuali riletti in chiave artistica, come il segnale di pericolo, rubato dalla residenza universitaria, dal quale trasse ispirazione per la realizzazione del manifesto della Factory, o il floppy disk, al quale si ispirò per la copertina di Blue Monday dei New Order. Anche Power Corruption And Lies, album del 1983 dei New Order, riprende e combina una cartolina della National Gallery, ritraente un dipinto del XIX secolo, con un codice di colori posto lateralmente.

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Quando nel 1997 uscirono i manifesti con la copertina dell’album Film Stars  dei Suede, tutti riconobbero il tratto di Peter Saville, un uomo disteso languidamente sul sedile posteriore di una limousine Lincoln. Sempre per i Suede, Saville realizzò anche la copertina di Coming up. Come i Suede, anche i Pulp commissionarono le proprie cover a Saville, proprio in onore e memoria dei capolavori realizzati tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’80, in ricordo delle grandi band che avevano influenzato la loro adolescenza.

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Suede Coming Up

La particolarità delle opere di Saville, realizzate per i Joy Division, per i New Order e poi per i Suede e i Pulp, sta nella risonanza emotiva che l’immagine ha suscitato nello spettatore. Così  come la musica ha la capacità di produrre emozioni, e raccontare storie di vita vissuta, anche le opere del designer sono in grado di porsi sulla stessa scia, divenendo narrazione autobiografica.

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Va inoltre ricordato che nei suoi progetti artistici, per la musica e per la moda (non dimentichiamo le collaborazioni con Yohji Yamamoto, Dior e John Galliano) Saville riesce a riprendere oggetti ed immagini che possono essere considerati l’incarnazione di un determinato periodo storico: come nel caso del sopracitato floppy disk, invenzione importantissima nel campo della tecnologia e degli sviluppi culturali che ne seguiranno.

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Nominato nel 2009 per il Prince Philip Designers Prize , ha inoltre esposto le sue opere nel 2012 in una retrospettiva organizzata dal Design Museum di Londra.

Vi fornisco infine alcune fonti di ispirazione che hanno influenzato lo stesso artista e che potrebbero essere d’aiuto nel vostro lavoro: tipografi come  Herbert Bayer e Jan Tschichold, e band musicali come i Kraftwerk e i Roxy Music, ed un film che per me deve essere assolutamente visto per comprendere il panorama culturale di riferimento 24 hour party people.

 


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Martina Delpopolo Carciopolo
digital museum addicted