Odio dormire – Massimo Nava

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Ben ritrovati amici di robadagrafici!

Questa settimana ho il piacere di intervistare Massimo Nava: instancabile docente di digital art e web marketing, grande appassionato del proprio lavoro.

 

Ciao Massimo! Benvenuto!

Grazie grazie grazie. Sono contento di essere qui e poter partecipare a questa intervista per gli amici di RDG  🙂

 

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Inizi come fumettista e illustratore poi grafico/programmatore e docente. Raccontaci di questa metamorfosi. 

In realtà il mio percorso credo sia piuttosto comune (e forse un pò banale, ma chi se ne importa): disegno di tutto da quando ho memoria, richiamato praticamente da tutte le insegnanti di asilo, elementari e medie perchè “potevo dare di più, ma è fissato con il disegno”. Fin da piccolo ho collezionato qualsiasi cosa attirasse la mia attenzione a livello visivo e, nel corso degli anni, crescendo, ho usato tutto quel che avevo a disposizione per crescere (libri e riviste, per lo più, e tanta tanta esercitazione).

Con l’arrivo dei computer (commodore64 > amiga500 > Pc > Mac) e soprattutto con l’avvento di internet ho iniziato ad avere fame, tanta fame di conoscere, di vedere, di scoprire e  dedicarmi a tutto ciò che era “Visual”. Non ho mai abbandonato la dimensione cartacea (utilissima ancora oggi in fase progettuale) e, osservando autori, designers e illustratori mi sono buttato a capofitto nel settore, frequentando dei corsi (per lo più in giro per l’Italia) per aver la possibilità di trasformare una passione in lavoro.

Illlustrazione digitale, poi Grafica e, nei limiti di quel che so fare, programmazione (in realtà non son un programmatore ma crescendo, dovendo riparare i danni altrui, ho imparato ad interagire anche con i codici dei siti, fino a diventare -relativamente- autonomo).

Quasi per caso diventai docente, all’epoca erano appena arrivate le famose “patenti ECDL” e grazie alla direttrice di una scuola mi fu data la possibilità di ricoprire quel ruolo. Così ho scoperto che adoravo l’interazione e lo scambio che nascono in classe. Maturando ho poi avuto la possibilità di dedicarmi a ciò che facevo per lavoro, costruendo alcuni percorsi didattici un pò diversi dal consueto (dove possibile) insieme con i partecipanti di ogni classe. Uno stimolo continuo al quale non ho mai rinunciato e che infine, un paio di anni fa, è diventato quel piccolo mondo dei webinar che costruisco insieme con i partecipanti, un giorno alla volta.

 

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Nel novembre 2011 nasce il progetto Artlandis Webinar and Workshop. Questi sono i numeri: 180 seminari online gratuiti, numerosi Workshop, incontri, contest ed eventi sul territorio. Com’ è evoluto il progetto nel corso degli anni?

Il mondo di “Artlandis’webinar” è nato e si è evoluto quasi naturalmente: inizialmente era solo la “congiunzione” delle mie attività lavorative e non (un metodo di insegnamento/condivisione online che usavo per lavoro, per alcune scuole sul territorio + la mia esperienza con Grafici Creativi, di cui sono admin, attraverso il quale organizzavo e gestivo eventi sia dentro che fuori la rete). Pian pianino ci ho preso gusto e grazie all’enorme quantità di stimoli, idee e proposte che arrivano dai partecipanti è mutato in qualcosa di un diverso, coinvolgendo altri docenti che avevano voglia di condividere le loro conoscenze e organizzando pian pianino altri eventi, contest e occasioni partecipative diverse.

Collaborando con tante realtà (agenzie e scuole per lo più) ho cercato di convertire ciò che usavo per lavoro in contenuti utili alla “mission” dei webinar (conoscenza aperta, reale e condivisibile) mettendo a frutto ogni appuntamento per crescere io stesso (opportunità che nasce dallo studio che precede ogni webinar e dallo scambio con i partecipanti di cui parlavo). Ho infuso idee al progetto ed energie al meglio che potevo. Senza mai pentirmente, devo dire.

Artlandis’ webinar non ha una sua Forma, muta secondo necessità. Cambia con me, con gli utenti, con la rete. La Sostanza che mi piace. Per questo nella terza stagione, in arrivo da metà ottobre, arriveranno altre costole del progetto, alcune già annunciate (o rimandate per motivi di tempo) sempre nell’ottica della collaborazione aperta, senza la noia di sponsor dalle assurde pretese e il tedio del business a tutti i costi)

 

E-mail e web marketing, Social Media Marketing, Logo design, Corsi di Photoshop, Illustrator, Indesign, Dreamweaver, Web Design… e molti, molti altri corsi. Come fanno tutte queste conoscenze a vivere in una persona sola? Come hai potuto apprendere questa montagna di informazioni a livelli “master”?

A livelli “master” non so (ma grazie per il complimento :D) semplicemente nel corso degli anni, un pò per quella fame di conoscenza e per passione, un pò perchè gestendo team di persone avevo bisogno di aver padronanza di alcuni argomenti, ho sempre voluto sperimentare/usare/approfondire tutto ciò che tornava utile per il mio lavoro.

Di conseguenza, lavorando tanto senza guardarmi mai indietro, giorno dopo giorno ho imparato a coniugare ogni strumento ed a non “aggirare” l’ostacolo ma tentare di superarlo, cercando di usare tutti gli strumenti alla mia portata nei progetti che gestivo. Avendo quella passione estrema per questo lavoro mi viene spontaneo dedicare momenti “liberi” all’approfondimento, all’uso e allo studio nei miei progetti di tante risorse diverse (e considerando che detesto dormire da quando ero piccino, la notte mi offre tante ore in più da usare al meglio). Ultimo ingrediente: la curiosità, fondamentale non accontentarsi mai di ciò che si è, essere sempre curiosi e accettare tutte le sfide che la rete ci mette a disposizione.

 

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Quali sono i corsi più gettonati? Con che criterio scegli i corsi da proporre?

Fin dall’inizio i corsi più richiesti sono quelli dedicati al Social Media Marketing (la formula che propongo è più creativa che “accademica” e forse questo piace più del solito discutere retorico su argomenti triti e ritriti) seguito a ruota dagli argomenti “Visual” e “Digital Arts” che danno libero sfogo alle tecniche più diverse. Infine le lezioni su WordPress che attirano tutti quegli utenti desiderosi di essere anche semplicemente più autonomi rispetto al passato. Tutti gli altri argomenti attirano un pubblico dedicato, caso per caso.

Per la scelta dei corsi da proporre mi affido molto a chi mi segue, attraverso sondaggi frequenti e accettando i consigli di tanti che mi aiutano a far crescere il progetto dei Webinar. Credo che Ascoltare (con la “A” maiuscola dei Social Media) sia fondamentale e, nei limiti degli argomenti che conosco e degli strumenti online, cerco di accontentare tutte le richieste. Magari coinvolgendo chiunque abbia voglia di condividere la propria esperienza, come già succede.

 

Le tue lezioni si svolgono, come abbiamo già accennato, completamente online. Ho avuto modo di seguire sia dei corsi a pagamento che corsi free e sono rimasta piacevolmente sorpresa dall’ efficienza del mezzo. Lezioni professionali a costi contenuti. La domanda nasce spontanea: quali sono secondo te i limiti delle lezioni online?

Limiti formali secondo me non ce ne sono. Dipende, semplicemente, dal numero di ore previsto e dagli strumenti collaterali che il docente sfrutta. Organizzando bene le attività, anche tramite la condivisione (in entrata ed in uscita) di files, documentazione, streaming video e collegamenti, si può sviluppare (quasi) ogni tipo di argomento. Certo, l’esperienza in aula è qualcosa di diverso, ma una volta “abituatisi” al mezzo, tutto risulta più facile.

 

Preferisci un corso full immersion in aula ad un webinar o per te sono sullo stesso livello?

 

 

Per me l’aula resta il primo amore, devo dirlo. L’interazione fisica e reale è sempre più coinvolgente (e meno dispersiva) ma cerco di portare il mio “metodo” anche all’interno dei webinar dove la non-formalità e un sorriso possono rendere più leggera una lezione da seguire.

 

Cosa hai in serbo per la prossima stagione di Artlandis?

Stiamo per lanciare il nuovo sito e la nuova “veste” funzionale dei canali Sociali attraverso i quali diffondo ogni contenuto/informazione, raccogliendo l’esperienza (e gli errori) del sito attuale per canalizzare al meglio tutti i contenuti rilasciati di appuntamento in appuntamento. Ci saranno inoltre contest/sfide creative mensili, senza premio, solo per il gusto di partecipare/esercitarsi/condividere offrendo poi ai partecipanti di mostrarsi adeguatamente attraverso un nuovo progetto il “co-magazine” lanciato qualche mese fa che partirà ufficialmente in ottobre.

Anche il format dei webinar sta cambiando e l’esperienza formativa godrà di nuovi strumenti e nuove modalità perchè ogni lezione diventi parte di un insieme più grande per chi ha voglia di crescere (e, come sempre, di condividere).

 

Chat, forum e community: strumenti che usi moltissimo per diffondere il nome di Artlandis e per tenere alta l’attenzione dei tuoi seguaci. Che ruolo hanno avuto nella diffusione dei tuoi corsi e delle tue attività? 

In realtà devo tutto a loro 🙂 A parte qualche mini-campagna su Facebook che uso per accogliere nuovi utenti, uso moltissimo i Socials, in tutti i modi che posso: dalla condivisione alla raccolta degli strumenti, dalla pubblicazione delle slides alle “gallery”. Usare la rete, magari senza prendersi troppo sul serio, ci aiuta e stimola tutti, docenti inclusi 🙂

 

Visto che per reperire tue informazioni esistono decine e decine di link (che tra l’altro inserirò in fondo all’articolo) ho deciso di farti qualche domanda speciale. Sei contento?

Una Pasqua 😀

 

PASSIONE – SAPER FARE – FANTASIA – DEDIZIONE. Mettili in ordine di importanza (dal più importante al meno importante). 

PASSIONE (il miglior stimolo per allontanare la stanchezza) – SAPER FARE (necessario studiare e crescere. Mai accontentarsi) – DEDIZIONE (Perchè un albero forte e robusto non cresce in un giorno. Quanto tempo serva non lo decide nessuno. Quindi, avanti tutta, finchè soffia il vento della Passione) – FANTASIA (importante ma, ne sono convinto, la Fantasia non è per forza una dote naturale. E’ una capacità che va alimentata, giorno per giorno. E la rete ti offre tutto ciò che serve per essere nutriti e soddisfatti)

 

Cosa ne pensi di piattaforme come Freelancer.com, Twago, Starbytes e simili? Li consiglieresti ad un tuo studente?

Consigliarlo o meno credo dipenda dal caso singolo. In generale queste piattaforme, come tante altre, svolgono un ruolo che può essere utile per qualcuno, soprattutto all’inizio o per farsi le ossa. L’argomento è ostico e ci sono tanti “pro” quanti “contro” ma, ne sono convinto, nell’ecosistema della rete tutto può servire.

 

Molti ragazzi hanno seria difficoltà a reperire clienti. Che consiglio ti sentiresti di dare per aumentare il pubblico e quindi riuscire a vivere – finalmente– del proprio lavoro di grafici e/o web designer?

Quel che consiglio spessissimo è di organizzare bene la propria Identità (dentro e fuori la rete), curando bene tutti gli aspetti del profilo personale, senza abusare degli strumenti disponibili (un classico: il portfolio di tanti con mille lavori diversi distribuiti senza che ne possa emergere un tratto distintivo). Fondamentale guardarsi bene allo specchio e decidere CHI essere e COME trasmettere le proprie capacità, avendo coscienza dei propri limiti o, per lo meno, dei punti di forza di cui ci si dota.

Inutile presentarsi in modo indistinto e dispersivo. Gli stessi “socials” secondo me non sono adeguatamente sfruttati da tanti grafici e web designers che si mostrano come “cloni” di tanti altri. Meglio concentrarsi, magari sui settori specifici e, perchè no, focalizzare l’attenzione concentrando le proprie energie e presentarsi, appunto, come “specialista” di un dato segmento commerciale (es. food, musica, cinema, corporate, ecc..).

Inutile poi avere un mega-sito portfolio che nessuno magari visita, meglio sfruttare i vari Behance, Linkedin, Pinterest per raccogliere i lavori partecipando a quelle community e, fondamentale, mostrare anche i “dietro le quinte” (WIP), che a volte comunicano molto sul metodo di lavoro scelto, differenziando i “mercenari” da chi questo lavoro lo fa sul serio e ci crede.

 

Hai avuto mai dei momenti in cui avresti voluto mollare tutto e partire per la legione straniera?

Mollare il mio lavoro e le mie passioni no. Abbandonare l’Italia si. Per i motivi che conosciamo e viviamo tutti i giorni.

 

Quante volte sei dovuto scendere a compromessi per amore del lavoro?

Tantissime volte. Fa parte del gioco.

 

Un essere umano “no limits” e su questo siamo d’accordo. Come fai a conciliare tutte le tue attività? Insomma, le giornate sono composta da 24 ore e, a meno che tu non dorma, non trovo siano abbastanza per fare tutto quello che fai! Ma la tua ragazza la vedi? 🙂 

Di la verità, questa te l’ha suggerita la mia ragazza 😀 In realtà non ci vediamo quanto vorrei (ma questa cosa sta per cambiare, spero :P) ma ho la fortuna di stare con una persona molto comprensiva, quindi se a volte capita di dover rinunciare a qualcosa per necessità di lavoro in qualche modo si riesce a parlarne. Santa donna. (Ovviamente le farò leggere questa parte così faccio bella figura con lei. Forse però questo non dovevo scriverlo. Uhm…)

Scherzi a parte, premesso che odio dormire, come ho scritto prima, la mia fortuna è che il lavoro che faccio coincide con quel che mi piace fare. La Tv non la guardo mai, se non in sottofondo. L’X-box mi ha mandato un sms per dirmi che le manco. La Wiifit ha telefonato alla dietologa, preoccupata della mia salute. Quindi per rilassarmi spesso continuo a fare quel che faccio per lavoro. Sembra strano ma…beh, ognuno è fatto a modo suo.

Una cosa però ci tengo a dirla: per riuscire a fare tante cose è importante organizzarsi bene. Non mi riferisco solo alla dimensione “oraria” (che spesso non dipende da noi) ma alla pianificazione delle attività ed all’ottimizzazione degli strumenti. Come sa chi segue i miei webinar parlo spesso di come usare gli strumenti per creare rapidamente e bene i nostri progetti, senza rinunciare a nulla in termini di qualità. Le possibilità ci sono ed io che non sono un “idealista” del settore, ma prediligo usare quello che funziona, funziona bene e rapidamente, punto ad ottimizzare ogni risorsa.

Infine, nel mio caso, aiuta molto avere uno Staff che sa cosa voglio e come lo voglio. Un aiuto prezioso soprattutto sul fronte lavorativo. Organizzarsi in gruppo, dialogando e confrontandosi continuamente, non può che far bene alle nostre attività.

 

Un saluto agli amici di RDG!

Ciao mitici, siete una grande e bella famiglia. La spontaneità che serve in rete (e che non è così frequente come sembra). Grazie di questa intervista, dell’opportunità e di avermi fatto notare che dovrei lavorare un pò meno e portare un pò più spesso fuori la mia ragazza 😛

 

 

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Di seguito qualche foto per conoscerlo meglio!

 

 

 

 

 

 


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Patrizia Co

Graphic designer freelance dal 2009. Amante della zuppa Campbells, del guerrilla marketing e di troppe altre cose.