Il murales che vedete qui non c’è più: GRAZIE STRONZI!

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Non è la prima volta che, utilizzando le pagine di questo blog, mi scaglio contro le amministrazioni comunali. L’ho fatto con il Comune di Napoli e molte altre volte quindi, badate bene: non me la sto prendendo con la solerte 5stellina che attualmente sta seduta al Campidoglio, ma tra tutti i problemi di vera politica che vi sono a Roma (ingorghi , proteste, scippatori, ladri, smog, spazzatura, ambulanti e forze dell’ordine carenti), vedere gli operai dell’Ama, del personale Pics e la Polizia Locale di Roma Capitale accorrere dopo poche ore per rimuovere un murales che era stato fatto nella notte, un po’ mi fa incazzare. UN PO’ TANTO!

Tra i muri pieni di tag e graffitari improvvisati e spesso di scarsa qualità, simbolo di protesta volti a lasciare il segno (anche se il segno glielo lascerei io in quei luoghi dove però non batte il sole), e la spazzatura che inonda le strade capitoline: sul muro di un edificio di Borgo Pio, a Roma, la scorsa notte, appare un graffito raffigurante Papa Francesco che gioca a tris usando il simbolo della pace, mentre una guardia svizzera gli copre le spalle: un’opera di Street Art dall’artista Mauro Pallotta, alias Maupal.

 

 

Un ritratto scanzonato in cui il Papa gioca a tris su un muro della Capitale mentre una guardia svizzera gli guarda le spalle; all’interno dei consueti cerchi utilizzati nel noto gioco del tris, il simbolo della pace. Un’immagine in fondo simpatica e innocente, con anche un bel significato, tanto che molti utenti dei social network che hanno avuto la fortuna di vedere il lavoro dal vivo hanno commentato: “Il primo a riderci sarebbe stato proprio il Papa”. Persino Avvenire, quotidiano dei vescovi, definisce il murales “un ritratto più affettuoso che irriverente”.

Considerando che il nuovo status quo dell’attuale politica è però proprio quello di “mai una gioia”, tra tutti i vari problemi che insorgono nella capitale, guarda caso si è trovata subito una squadra dell’AMA pronta a cancellare l’immagine sovrapponendo una bella pennellata di giallo. Immediate le proteste dei commercianti dell’area e dello stesso quartiere che vedevano in quella caricatura un semplice motivo per sorridere!

A tutti coloro che giudicano colpevolmente l’opera di Street Art, a tutti loro dico semplicemente GRAZIE STRONZI, per avermi dato un altro motivo per indignarmi e vergognarmi di essere italiano!

C’è chi si appella al fatto che fosse una “questione di decoro”, chi ha considerato questo gesto “offensivo”, chi invece si è limitato a dire che dipingere sui muri sia un atto illegale. Bisogna però considerare che nel resto di Roma non vi è centimetro quadrato di muro che non sia vandalizzato da tag, locandine, scritte e bestemmie, e chi più ne ha più ne metta. Basta dare un’occhiata al blog http://www.romafaschifo.com/

Insomma, la città è coperta di graffiti, scritte e disegni sui muri. Solo che il resto delle immagini, tag, locandine, non vengono rimosse. Si rimuove invece quell’immagine che, all’occhio dei più, risulta esteticamente più piacevole di tutto il resto, e questo soltanto perché ad essere raffigurato è proprio il Papa. Infatti, come recita un vecchio detto: “gioca coi fanti ma lascia stare i santi”.  Fortunatamente, qualche esponente politico come il membro dei SEL Gianluca Peciola, si schiera contro questa operazione di perbenismo civico e scrive su Facebook: “È la cura della tecnica, la cura del ‘decoro’ che non sa distinguere tra creatività e sporcizia […] A me piaceva l’idea di un muro che sprigiona l’arte capace di raccontare un sentimento popolare che vede il Papa come umano, giocoso, per strada”.

A questo punto del discorso, ci si domanda che fine abbia fatto l’assessore capitolino alla Cultura, sempre che ci sia e che faccia qualcosa di concreto per la città di Roma (se non riscaldare la poltrona che occupa). Perché ragazzi, parliamoci chiaro: l’arte non cresce sui muri, o forse si, ma se continui a tirarla giù questa prima o poi si incazza, un po’ come mi sono incazzato io. Propongo quindi anch’io un dono all’amministrazione comunale di Roma: un’opera d’arte che sono sicuro sapranno comprendere ed apprezzare più dei murales o, almeno, qualcosa che reputo più nelle loro corde:

carta_igienica

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Lombardo Marco
Ceo & art director dello studio Wiredlayer nonché amministratore e direttore di robadagarafici.net Art Director, Social Media Manager, Team manager, Si occupa di grafica e comunicazione da 15 anni. admin di robadagrafici.net e relativa pagina facebook. Ha iniziato come Web designer e la propria esperienza professionale si è evoluta nel tempo fino alla visione completa dei progetti, occupandosi della definizione delle strategie di web marketing e della gestione dei budget, oltre che dal punto di vista grafico di ogni singolo progetto. Ideazione e sviluppo progetti di: comunicazione visiva cross-publishing, web marketing, Gestione diretta del cliente. Formazione/Organizzazione di Team di lavoro (Web, Social Media) marcolombardo@wiredlayer.com info@robadagrafici.net