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Oggi darò voce all’altro capo del telefono, quello tanto odiato da tutti, quella stridula vocina del cavolo che ti risponde con:

“Le faremo sapere”

Se vi è mai capitato di fare ricerca del personale o di visionare/smistare cv di giovani graphic designer (letto rigorosamente come una presa in giro) allora potete capirmi.

Se non vi è mai capitato, allora continuate la lettura.

Dunque, fare o aiutare qualcuno nella ricerca del personale ti fa perdere fiducia nell’umanità e ti insegna una cosa fondamentale: COME NON DEVE ESSERE UN CURRICULUM.

Quando sei lì a redigere il tuo, cercando di essere super creativo e cercando di capire come far apparire fiche le due grafichette per zio Ugo fatte nel weekend, è difficile impersonarsi e comprendere veramente come dovrebbe essere strutturato un curriculum, ma quando ti ritrovi dall’altra parte sommerso da e-mail senza oggetto e inviate da iceglitterr89@msn.com due conti inizi a farteli.

Curriculum Europeo

Partiamo da un presupposto semplicissimo: il tuo lavoro è fare comunicazione. Che tu sia un grafico editoriale, l’addetto ai lavori della tipografia, il web designer o il fullstack qualunque cosa più fico del mondo, il tuo lavoro è COMUNICARE, per l’esattezza il tuo lavoro è comunicare con le immagini o graficamente se preferiamo.

Pertanto non puoi esimerti dal progettare il TUO curriculum.

Tu andresti mai in un ristorante dove sai che lo chef spadella gli gnocchi surgelati del Carrefour? ECCO.

Funzionalità prima della bellezza

Ripetiamolo insieme: Prima di essere bello, un progetto deve essere funzionale! Mi è capitato – vi giuro che è successo davvero – di aprire un pdf dove c’aveva vomitato un unicorno rosa.

Scherzi a parte, la bravura sta nel conciliare sia la funzionalità – che ricordiamolo: è la facilità di lettura e di trovare le informazioni – con la bellezza.

Il Curriculum non importa se l’hai pensato visualizzato online, quasi sicuramente verrà stampato per una questione di praticità o per portarlo all’attenzione di altri, quindi NO non è una scelta intelligente il background verde petrolio, perchè sicuro al 1000×1000 che una bestemmia te la becchi sicuro che hanno dovuto buttare un toner solo per stampare il tuo cv.

In più stanca gli occhi e non dico che macello esce fuori quando poi lo stampi in  bianco e nero (non lo stampano MAI a colori), a questo proposito, mi raccomando di averne sempre un paio stampati a bomba con sè da portare:

  • Se gli è uscita male la stampa, ci fai una porca figura.
  • Se l’hanno stampato in bianco e nero, e tu hai lì pronta una bella copia a colori, ci fanno loro una figura di merda – che può andare a tuo vantaggio.

Conosci te stesso!

Non dimenticherò mai quel curriculum del ragazzo “appassionato di automotive e 3d” che insisteva nel mandare 10 curriculum ogni volta che la mia azienda metteva un annuncio di lavoro.

Per la cronaca, l’azienda non aveva niente a che fare con l’automotive, né col 3d.

Io capisco il valore degli interessi personali, degli hobbie, di tutte le soft skills che si vuole inserire nel curriculum, ma non ha il minimo senso spendere le 2/3 righe disponibili per una breve introduzione, per parlare di cose che fanno pensare all’HR “questo ha sbagliato annuncio secondo me”.

Fate prima di tutto una benedetta distinzione tra Hard Skills e Soft Skills che possedete:

  • Le Soft Skills sono i vostri punti forti come persona e lavoratore: siete veloci? Pignoli? Ben organizzati? Vi adattate bene al team di lavoro? Lavorate bene sotto stress? Ecco.
  • Le Hard Skills sono le competenze tecniche, il percorso di studi, corsi di formazione, diplomi, laurea.

Le avete individuate? (Bene, ora sembro Annarita Fiorella..) Fate una bella cernita funzionale, se vi state proponendo come Web Designer per un annuncio che descrive esplicitamente il campo di lavoro, Landing Page, Banner, Newsletter, è uno spreco di spazio e totalmente fuori tema buttare l’introduzione per parlare di quanto siete appassionati di auto e quanto desiderate diventare progettisti 3D in Fiat.

Se vi state proponendo come Campaign Strategist fa un po’ ridere se tra le 3 esperienze ne avete una presso voi stessi dove vi auto-date il titolo di TUTTOLOGO.

Fate più bella figura a inserire solo CEO, è vero ed è credibile.

Non è minimamente credibile avere una lista delle Hard Skills dove vaneggiate di material design, SEO, CMS e tutto il pacchetto Adobe.

Chi dice di saper fare tutto, fa tutto una merda!

Semplifica!

Direi che possiamo dare per scontato che se siete qui, è perchè lavorate nel settore.

Pertanto possiamo dichiarare con assoluta certezza che non interessa a nessuno dell’esperienza come ragazza delle pizze di 5 anni fa.

In una sola occasione queste esperienze hanno senso di esistere nel curriculum, quando siete alla gavetta, il curriculum è vuoto e spiegando di quanto vi ha temprato l’esperienza sottopagata del portapizze volete far trasparire il fatto che siete alla mano e con tanta voglia di imparare.

Ma è l’unico caso.

Per il resto, vige la regola del buon senso, mi piace pensare che se sei ancora innamorato perso dei tuoi lavori di 5 anni fa, c’è qualcosa che non va in te.

E’ un dato assodato, non puoi mettere tutto nel portfolio, ci sarà sempre uno scheletro nell’armadio che ti porti dietro da quel famoso cliente che ti ha rovinato il progetto e che hai fatto solo per poterlo mandare a quel paese e farti pagare.

Ci siamo passati tutti, ti sono vicino. Ma per l’amor del cielo non mettetelo a portfolio, fate una bella cernita delle cose veramente fatte bene, quelle che avete trattato coi guanti e per le quali vi siete battuti fino alla fine!

In sede di colloquio c’è sempre tempo di parlare del resto, un HR non ci dedica tutto questo tempo a sfogliare i curriculum, fermo restando che spesso chi li guarda non capisce un cazzo e passa tutto all’art di turno, bastano poche cose ma fatte bene, se avete una bella mano, un bel workflow, chi di dovere saprà apprezzarlo e vorrà approfondire, non vi rovinate l’immagine con certe robe.

Io ho dei banner porno Svizzeri di cui vado molto fiera,  ma no…Non li inserisco nel portfolio. Piuttosto la butto lì durante il colloquio per rompere il ghiaccio, e devo dire che in genere funziona. Ci si fa una bella risata, si crea un contatto e se non avviene ti rendi conto subito se quelli che hai di fronte sono degli stronzi montati oppure no.

Diciamocelo, se un azionista di maggioranza di una grande azienda si fa una risata sulla cosa e continua nel colloquio con un sorriso è un buon segno.

Analogamente, se un ingegnerucolo neo laureato con due anni più di te, ti fa la faccia schifata manco stessi facendo un colloquio alla Microsoft, ecco, potete anche salutarlo, è uno stronzo.

Chi è davanti a voi SA che avete fatto cose di cui non andate fieri, potete dirlo, non c’è niente di male, al massimo vi guadagnate un po’ di empatia dall’altra parte, specie se l’intervistatore è del campo e non un HR.

Ovviamente evitate come la peste di scrivere baggianate, only verità!

E qui passiamo al prossimo punto, FONDAMENTALE.

Sii sincero!

E niente…Qui il titolo parla. Se siete giunti al fatidico colloquio, siate sinceri, spontanei.

No dico di stravaccarvi sulla sedia o di dare subito del Tu (ritornando al discorso di prima, se non sono del tutto montati, saranno loro a chiedere di darvi del Tu) ma quando parlate di voi stessi, evitate le solite frasine da primo della classe, parlate sinceramente delle vostre esperienze, delle sfide che avete affrontato e COME le avete affrontate.

In merito a questo potrebbe interessarvi il metodo STAR per la produzione delle risposte, ma dipende molto dal contesto, potrebbe risultare troppo meccanica come risposta.

Perchè avete cambiato impiego? Se vi siete trovati male, ditelo! Non c’è niente di male.

Evitate di sembrare i maggiori fan di voi stessi con discorsi prolissi tipo: IO SO FARE QUESTO SO FARE QUELLO E QUELL’ALTRO.

(In alto la reazione nella testa di chi vi sta difronte)

Ultima cosa, ma la più importate di TUTTE:

Non dimenticate MAI di chiedere info circa l’inquadramento e il RAL, non è un appuntamento galante, non è maleducato parlare di soldi, siete lì per un colloquio per un LAVORO=SOLDI.

LAVORO=SOLDI.

Possiamo amare il nostro lavoro alla follia, ma si lavora per mangiare (possibilmente sushi) pertanto se riuscite a ottenere queste info ANCHE prima del colloquio tanto meglio, altrimenti anche in sede va bene. Ma mai tralasciarla.

Ecco ora siete pronti: andate e paccate i culi!


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Filomena Sepe