733953_10200950903679570_927116649_nGiuseppe di Napoli, il ragazzone di buona salute che vedete nella foto, è un simpatico ragazzo cosentino di 27 anni, mio collega webmaster. Negli ultimi giorni è salito alla ribalta della cronaca perché ha avuto il coraggio di fare ciò che molti di noi, in passato, si son sognati di fare: un sito messo offline per debito. Quindi ecco capeggiare sul sito del cliente questa immagine con tanto di cifra da dover pagare e relativo numero di iban.

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Ricostruiamo la vicenda con ordine. Giuseppe più di sei mesi fa conclude un lavoro per conto di Agitmedia srl. Al termine del lavoro presenta una regolare fattura e si mette ad aspettare. Nel caso della vendita di un “oggetto”, se ci fosse un insoluto, l’unico modo per riprendersi ciò che si è perso è “recuperare l’oggetto in questione”. In questo caso quello che si perde sono le “idee e la creatività” che sono un po’ più difficili da recuperare proprio per la loro natura digitale o, come mi piace dire, sono cose “fatte di fumo” (e fa sembrare a chi non paga che non le stia rubando).

Passano dei mesi, il cliente tira fuori scuse su scuse per non pagare il dovuto e Giuseppe comincia a coltivare l’idea di chiudergli il sito… ma non chiuderlo e basta! Qui non si parla di una mera “index bianca” che non avrebbe fatto la differenza ma di uno straordinario sputtanamento all’ italiana che ha inevitabilmente fatto terra bruciata attorno al cliente moroso e forse anche attorno a lui. Del resto è il rovescio della medaglia.

La vicenda non ha nulla dell’ incredibile ai miei occhi, tant’è vero che già da tempo nelle clausole contrattuali del nostro studio (e dopo parecchie volte che ci siamo mangiati il fegato) abbiamo inserito la dicitura che “in caso di morosità vi sia in automatico la chiusura del sito”. La cosa che mi lascia esterrefatto alla fine da questo episodio è vedere come su internet e tra i social (soprattutto tra la schiera di miei colleghi) ci siano persone che invece di appoggiare Giuseppe nella sua protesta siano andati totalmente contro di lui, quasi difendendo e dando coraggio ad alcuni personaggi, incoraggiandoli a NON PAGARE per un lavoro svolto. Non mi meraviglia, quindi, che la professionalità di una categoria sia andata a farsi friggere quasi completamente.
Dal canto mio volevo sentire cosa avesse da dire Giuseppe. Visto che dopo il gesto “incriminato” non ha mai rilasciato dichiarazioni sono andato a contattarlo direttamente.

RDG: Giuseppe, praticamente stai passando tu come “il cattivo della situazione! Che ne pensi?

Giuseppe di Napoli : Dico che ho altri clienti che possono dire il contrario. Colui che non paga un lavoro commissionato non ha di sicuro nessuna giustificazione. Se non hai i soldi non commissioni nessun tipo di lavoro.Questo è inalienabile.

RDG: e sul fatto che molti dicono che dopo questo gesto non lavorerai più?

Giuseppe di Napoli: Ho già ricevuto tantissime richieste di lavoro. Ringrazio quelli che mi supportano. Il fatto che abbia fatto questo dopo 6 mesi non indica la mia poca professionalità nel lavoro ma la poca dimostrata da chi ha commissionato i lavori.sono felicissimo che molti abbiano capito il vero significato di questo andare avanti nella vicenda. #justmymoney farà tutto il resto.

robadagrafici dà tutta la sua solidarietà a Giuseppe. Appoggiamo completamente il progetto di questo nostro compagno d’armi che stà dietro all’ hashtag justmymoney
si ringrazia PatriziaCo Graphic per la supervisione.

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