Cosa fa un grafico?

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Il 99% di voi, di mestiere fa  già il grafico. Come potrete ben dedurre dal titolo, questo articolo non è per voi.
É scritto, invece, per tutti quei ragazzi che si stanno domandando se entrare – o meno – nel mondo della grafica.

Ora che abbiamo fatto la battuta, passiamo a cose più serie.

Senti di avere un certo feeling per i caratteri tipografici? Sbavi su packages e impazzisci per i colori?
Quindi pensi che spaccheresti come grafico?
Ok, ma ti sei mai domandato “che cosa fa esattamente un grafico”?

La definizione più vicina sarebbe:

Un grafico, o graphic designer, crea concetti visivi per trasmettere informazioni attraverso l’uso artistico di immagini e segni, utilizzando quindi tutti gli elementi del graphic design.

 

Il graphic design è la progettazione grafica.

Scomponendo la definizione in elementi semplici, è una branca della progettazione.

La progettazione (dal latino: [pro] avanti [jacere] gettare) è la capacità di uno o più individui di mettere un seme di un’idea del presente, all’interno di un iter che porterà alla realizzazione concreta della stessa, in futuro.

La grafica invece è la materia che si occupa di tutto ciò che viene visto con gli occhi. È per questo che spesso il design grafico viene associato con il design della comunicazione (a mio parere in modo errato, in quanto essi si occupano di ambiti diversi: il design della comunicazione ingloba la progettazione grafica, ma si occupa anche di suoni e di altri ambiti, come la fotografia, che sono paralleli alla progettazione grafica).

Sviluppando ulteriormente il concetto possiamo dire che un designer grafico come risultato del suo lavoro, utilizzi gli elementi proposti dalla grafica (come forme, figure, colori, font, ecc.) combinandoli con le regole della progettazione, per ottenere poster, volantini, wrapping di mezzi pubblici, cartelloni pubblicitari, imballaggi, loghi (meglio definirli marchi, impariamo anche la terminologia più corretta) e materiali di marketing. Senza considerare tutti gli sviluppi più recenti di questa branca, legati all’ambito social o web (come la UI).
Insomma, a seconda del settore, ci si può rivolgere a designer specializzato in un determinato campo e non è inconsueto che alcune agenzie abbiano specifiche figure per determinate tipologie di lavori.
Inoltre, spesso riviste e quotidiani, ma anche aziende, hanno internamente delle figure specifiche per ricoprire il ruolo di grafico, che si tratti di impaginare una rivista o che si tratti di creare presentazioni o altri progetti relativi al mondo della grafica. Un designer grafico svolge una serie di ruoli, a seconda del tipo di azienda per cui lavora.

I grafici sono acuti osservatori, amanti di oggetti utili e belli, della comunicazione, dei messaggi e delle esperienze.
Prestano attenzione mentre scorre la loro giornata, possedendo un’iper-consapevolezza del mondo visivo e testuale che li circonda.
Fanno collegamenti e domande su come funzionano quegli oggetti e messaggi: cosa sono, come sono fatti, come sembrano e cosa significano. I designer sono anche ossessionati da una comunicazione chiara. Sono incuriositi da incomprensioni, traduzioni errate, appropriazioni indebite e mancate connessioni, alla ricerca di possibili soluzioni, soprattutto quando il linguaggio non sembra sia sufficiente.
A questo si accompagna, di solito, un desiderio irrequieto per l’ordine.
I designer hanno bisogno di completare le cose, di rivelare relazioni e di semplificare le cose complicate.
La definizione che più amo è:

“Un designer risolve i problemi all’interno di una serie di vincoli”

Quali competenze sono richieste?

La capacità di progettare elementi visivi accattivanti, che siano facilmente comprensibili, oltre ad avere una certa esperienza con la tipografia, la teoria del colore e il web design. Conoscere i software di progettazione, in particolare Photoshop, Illustrator e InDesign.

Anche la flessibilità è importante. Se la visione del cliente non è allineata con la vostra, dovrete fare le correzioni necessarie. E dovrai essere in grado ricevere critiche: i clienti per la maggior parte delle volte sanno solo esprimersi a parole e questa grande limitazione crea spesso delle incomprensioni, mentre talvolta sono solo indecisi (non prendetela sul personale).

 

Le competenze e le responsabilità lavorative dei grafici sono le stesse a tutti gli effetti o variano a seconda del settore?

In generale, sono richieste le stesse competenze di base: stare al passo con le tendenze del design, sapere come prendere la direzione, conoscere i software. Ma ci sono delle sostanziali differenze nei ruoli rivestiti. Il designer di una rivista non dovrà inventare marchi e brand, come un grafico di un’agenzia pubblicitaria.

 

Chi è il capo di un grafico?

Dipende da dove e come lavori. In uno studio solitamente si riferisce a un direttore artistico (o, in inglese che fa più figo, Art Director), mentre studi più piccoli si rapportano a un project manager, che si interfaccia con il cliente.
Molti freelancer trattano direttamente con il cliente quindi sono praticamente capi di se stessi!

 

Di cosa ho bisogno per crescere in questo settore?

Partendo da un titolo di studio (inerente alle materie artistiche e tecniche) è necessario, nel tempo, aggiornarsi con corsi, eventi e materiali, inclusi software e libri di settore. Mantieni affilate le tue abilità di progettazione usando regolarmente tecniche diverse. Le certificazioni e i master non solo aumentano le tue competenze, ma sono un ottimo modo per accrescere le doti creative e le tecniche, che a loro volta accrescono il tuo valore personale come grafico.

aproposito se cerchi un buon corso di grafica sia per iniziare sia per aggiornare le tue capacità artistiche ti consigliamo i nostri corsi di grafica in collaborazione con i ragazzi di JOB FORMAZIONE e tenuti dal vivo online dal nostro staff!

Come posso mettere un piede nella porta e iniziare, al meglio, una carriera da grafico?

L’ideale sarebbe partire da una laurea in progettazione grafica, il che può rendere più facile trovare il tuo primo lavoro e entrare in questo mondo.
Esistono tantissime scuole in Italia (qui ne trovate una piccola lista delle più famose), inoltre esistono molte scuole professionali altrettanto valide che preparano gli studenti su determinati campi della progettazione grafica.
Ci sono anche alternative, come master e corsi professionali. Nulla toglie che si possa crescere anche in maniera autonoma, da autodidatta, ma la strada sarà molto più impervia e difficile e, senza un’educazione universitaria, avrai più difficoltà lavorare in una ditta di design, perché per quelle posizioni si tende a richiedere una laurea a scapito di un buon portfolio.

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