Dopo il gran polverone di #coglionino ci troviamo dopo 2 giorni dinanzi al logo fatto da un’agenzia di tutto rispetto ma… dal dubbio risultato!

 

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I colori utilizzati sono il bianco, il rosso e il verde e ricorda la forma di un fiore… incarna infatti il concept del Vivaio Italia: un luogo vivo, “un albero foresta che cresce in città”. I cerchi sono metafora delle energie che all’interno dell’edificio dovranno “incontrarsi e moltiplicarsi”.

Il payoff scelto per questo logo è “Orgoglio Italia”, un messaggio importante. Risultato psichedelico.

Sulla pagina di Roba Da Grafici sono piovute critiche da ogni parte:

chi dice che non sia male ma sia “il male”, chi dice rappresenti un’Italia “sfasciata, senza idee, senza cultura e dove si sperpera denaro”, chi dice giustamente che il logo dovrebbe essere utilizzato anche in negativo, chi dice: “Ma quel verde pisello? Che cos’è quel verde pisello?”. A qualcuno viene fame guardando questo logo perchè sembra “un piatto di pastasciutta”. A chi sembra un “germoglio allucinogeno”, a chi “un albero di natale visto dall’alto”, a chi “il gioco delle freccette”, a chi i “ventagli cinesi”. Chi pensa sia “una bella carta da parati” o “er logo de ‘na sagra di paese”. Chi sentenzia che sia ” una combinazione colore difficile per i daltonici” o anche che “rispecchia la vecchiaia di questo paese”. E visto che non ci facciamo mancare niente c’è anche chi ha notato che il sito non è neanche responsive.

Quindi:

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Instant contest 

Per questo motivo siamo qui a proporvi di protestare a modo vostro inviandoci le vostre SIMPATICHE rielaborazioni del marchio per “Che Expo hanno combinato?” Voglio ridere e voglio soprattutto tanta tanta IRONIA da parte di voi GRAFICI. Gli elaborati dovranno essere inviati nell’ apposita App per i contest nella pagina facebook di Roba da Grafici.

Ecco il link per accedervi direttamente —–>  http://goo.gl/p3h8SO

Avete 7 giorni a partire da oggi per caricare gli elaborati e poterli votare e… far votare i vostri amici! Il vincitore? Chi prende piu likes ovviamente! il premio… hemmm ci stiamo lavorando, ma sarà comunque una gradita sorpresa!

Forza! Che aspettate!

 

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14 Commenti

  1. Avete parlato con chi lo ha fatto per sapere qualcosa sulla sua progettazione? Avete parlato con lui per sapere i motivi delle sue scelte?

  2. Ho letto il comunicato, ho visto il video, ho letto degli articoli e ne ho discusso anche con l’ex direttore creativo di quell’agenzia se vuole proprio saperlo. A lui ho anche chiesto spiegazioni e la risposta è stata che non è il loro miglior lavoro ma che è degno di rispetto. Ora se io non la penso così nonostante abbia stima per quell’agenzia e per il loro ex direttore creativo, cosa dovrei fare? Farmi piacere quei bersagli per forza? Le motivazioni sono straordinarie ma il risultato è dubbio. Addirittura gli stessi cerchi sono stati trovati in vendita su Shutterstock! Che dire di più? Se vuole continuo!

  3. solo non capisco come si possa creare una critica costruttiva facendo contest a chi prende in giro meglio questo lavoro. Vi definite tutti grafici ma non avete nemmeno rispetto per un collega che fa il vostro stesso lavoro.

  4. il direttore creativo di Carmi e Ubertis è ed è ancora Elio Carmi non so a quale ex direttore vi riferite. Fare un contest di questo genere non è”roba da grafici” è roba da “il peggio dei social media”. Rispetto e stima a Carmi e Ubertis. Se qualcuno non condivide il progetto presentato non ha che da parlarne in modo professionale e rispettoso. Tutti il resto è roba da dilettanti

  5. Il bello è che nel commento sopra c’è scritto “le motivazioni sono straordinarie ma il risultato è dubbio”, eppure sotto si pubblica una immagine con scritto “bella merda”.
    Anche io pensavo che Elio Carmi fosse ancora a capo del suo studio, tra l’altro persona molto intelligente, capace e anche disponibile. A me sembra un lavoro che può andare bene, anche se non ho visto nessun’altra applicazione. Non mi interessa criticare questo lavoro, ma mi sento un po’ chiamato in causa da grafico quando un gruppo che si chiama “roba da grafici” con 20mila persone che lo seguono, inizia a criticare a caso un progetto senza saperne nulla.

  6. può anche non andare bene a qualcuno un contest del genere o il tono con cui viene presentato, ci stà. Non ho mai detto il contrario. Quel “bella merda, complimenti” è chiaramente una provocazione. Il fatto è che se un lavoro diventa “incriticabile” perchè fatto da un’agenzia di rispetto non va bene. E se lo stesso lavoro fosse stato fatto da un “grafichetto” qualsiasi? Ancora: perchè non avete più parlato del fatto che sia stato usato un template? Io credo che abbiam bisogno anche di un po’ di autocritica. Non si può andare avanti sentendosi parte di un gruppo di “elite grafica” e non rendersi conto che questo lavoro per l’Expo sia stato davvero preso male dalla maggior parte dei grafici esistenti in Italia… soprattutto sentire che “critichiamo a caso” noi che magari non abbiamo studi di comunicazione con nomi altisonanti o siamo freelance. Voglio dire: si può anche ammettere di aver fatto uno sbaglio, non si deve per forza difendere l’indifendibile. Quel logo in negativo? Il risultato di stampa di colori complementari? I daltonici? Provate a ridurlo quel logo. Diventerà una macchietta. Nella mia umile esperienza (ripeto, UMILE) ho imparato delle regole nella costruzione del logo che credo conosciate molto meglio di me. Per altro anche se lo mettete in dubbio, ho parlato davvero con un direttore creativo di tutto rispetto che ha lavorato per quell’agenzia. Il contest tra l’altro vuole essere molto ironico, come quello che fu fatto da Draft sul logo del Ministero dell’interno, un altro “fiore all’occhiello”.

  7. Il tono di Roba Da Grafici è questo. Irruento. Come ho già scritto, può anche non piacere.

  8. Non penso ci siano regole precise per la costruzione di un logo, specialmente al giorno d’oggi. Se vogliono applicarlo su una penna possono pensare a una variante dello stesso logo. Sinceramente non mi piace il carattere usato. Tutti i lavori sono criticabili, ma solo da chi sa di che cosa si parla. Il fatto che sia una provocazione non lo rende meno senza senso. Dico questo, perché ripeto, avete 20mila persone che vi seguono e di conseguenza avete anche una responsabilità.

  9. eccoci: tutti coloro che fossero interessati (davvero…) a capire il senso del progetto e il suo ulteriore sviluppo, e non a solamente giudicare un ‘segno’ che non è e non può essere esaustivo in sè, tanto più al suo nascere; ricordiamo che a breve verrà programmato un incontro di approfondimento presso la sede AIAP di Milano dove potranno saperne di più ed entrare nel merito del progetto.
    L’invito è aperto.
    Per conoscere la data vi invitiamo a seguire il sito ww.aiap.ie o la pagina facebook Carmi e Ubertis.

  10. “Tutti i lavori sono criticabili ma solo da chi sa di cosa si parla”. Ecco questo è il concetto. Come può farne di tutta l’erba un fascio così, senza dubitare neanche un attimo su quello che afferma? Perchè non credo conosca ogni grafico di persona per parlare con questa sicurezza! Apre le porte alle nuove regole della grafica per quanto riguarda la costruzione del logo ma la chiude per chi ha parlato male del logo. La nostra responsabilità è anche non far passare concetti e modi di pensare del genere: quello che è criticabile lo è per qualsiasi ragione sociale ed età… non esistono persone intoccabili ne lavori da non criticare. Non siamo mica come Piero Manzoni che inscatoliamo e vendiamo Merda D’artista prendendo gli applausi dalla gente? Non è che dopo anni e anni di onorata carriera scarichi un’immagine da SHUTTERSTOCK e, senza un minimo di ricerca di anteriorità, affibbi ogni elemento uno sopra l’altro senza un criterio! Insomma questi grafici da chi devono prendere esempio?

  11. Sì, ma ricordiamo che qui si tratta di comunicazione visuale, e che un Logo è aperto al grande pubblico che non necessariamente sa/deve sapere il come/perché/con che strategia/per chi é stato disegnato. In questo caso 1) non si capisce bene cosa rappresenti (fiori, bersagli… ??) 2) Trovo che quel verde più acceso degli altri sia assolutamente privo di senso e che disturbi unicamente l’occhio. 3) Trovo anche che sia leggermente fuori contesto a livello stilistico, sarebbe dovuta essere stato fatto qualcosa di più “chic” che suggerisca senso di qualità (mi vengono in mente i lavori di questo studio http://www.les-graphiquants.fr). Non lo trovo originale (i colori verde bianco e rosso.. mah) .. é bruttino… troppo illustrativo o comunque poco sintetico, manca di efficacia…

    Il logo dell’EXPO 2015 (disegnato nello stesso studio) è fatto bene ad esempio, non sto giudicando il/i grafico/ci ma il lavoro che é stato svolto! Forse il logo del padiglione poteva essere un derivato dal logo dell’EXPO?

  12. Scusa ma les-graphiquants lavora bene ma fa cose molto diverse, non li vedrei bene per un progetto del genere, sempre che lo scopo non sia finire su ffffound.com. Qualcosa che suggerisca il senso di qualità lo si fa facendo qualcosa di qualità, non si può affidare tutto al simbolo, che appunto rimane tale e ha bisogno di un contesto forte per essere efficace, e forse non è nemmeno più necessario al giorno d’oggi. Io sinceramente criticherei l’assenza di un sistema forte in cui inserire il logo, ma il fatto che non esista un sistema penso sia un problema anche di altri campi, per cui non mi stupisce.