Conosciamo tutti il World Press Photo, il riconoscimento mondiale più importante alla fotografia giornalistica.
Lo scorso 18 febbraio è stato annunciato il vincitore per l’edizione 2016 e, come si poteva facilmente immaginare, si tratta di una fotografia dal forte significato che tocca un tema a noi molto vicino, ovvero quello dell’immigrazione.
Sicuramente una condizione che viviamo da ospitanti e non da fuggitivi ma che ci spinge comunque ad una profonda riflessione sui mutamenti che stiamo vivendo e che, speriamo, presto portino ad azioni concrete in grado di arginare la sofferenza che questa gente vive ogni giorno, in fuga da terrore, guerre e povertà.

La foto vincitrice di quest’anno è opera dell’australiano Warren Richardson che ritrae due migranti alla frontiera serbo-ungherese mentre fanno passare un neonato attraverso il filo spinato, scattata nell’estate del 2015. Uno scatto senza ombra di dubbio toccante, da forte simbolismo e che soprattutto non ha bisogno di parole:
WarrenRichardson
Ma vediamo di scoprire qualche curiosità in più rispetto a questo concorso.
Quali attrezzature sono state utilizzate?
Canon è indubbiamente il brand più utilizzato dai fotogiornalisti partecipanti, seguita a ruota da Nikon (ovviamente, mi vien da dire) e le varie GoPro, Sony, Pentax, Fujifilm.

WP_2016

Tra le macchine più utilizzate spicca la Canon eos 5D mark III che si conferma ammiraglia prestante capace di adattarsi a diversi tipi di fotografia in barba persino alle actioncam:
WP2016_

Le foto prese in considerazione dalla giuria nel corso di questa edizione sono state davvero tante, anzi tantissime, si parla di oltre 85mila scatti. Ne abbiamo raccolte alcune tra le più belle e potete trovarle nella nostra gallery tutte per voi:

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