sicuramente è capitato anche a te.
squilla il telefono, è quel cliente a cui stai rifacendo le grafiche aziendali. Quello che ti dice non mi piacciono le foto che hai scelto, te ne ho inviate altre via mail, usa queste.

controlli la mail, in parte felice perchè non te le ha inviate via feisbuc o uozzàp, ma già immaginando pixel grandi quanto le icone sullo schermo.

invece no.

vedi una foto bellissima.

alta definizione, perfettamente bilanciata, con un bel logo nell’angol…

… no.

logo nell’angolo.

 

lo richiami.

ciao, ho visto le foto… ma per curiosità (mai far capire da subito che ha fatto na cazzata!), dove le hai trovate?”

come dove… su google! mi è anche uscita in prima pagina, non l’hai vista??

 

ecco quindi una piccola guida sull’utilizzo delle immagini, per il grafico e il cliente a cui deve spiegarlo.

 

punto uan: non si possono pescare selvaggiamente le foto da gùgol. non è professionale, non è creativo, ma soprattutto si rischia di violare i diritti di proprietà intellettuale.

per farsi meglio comprendere dal cliente: risarcimento danni.

soldi.

 

quali sono dunque le immagini che si possono utilizzare?

 

il primo mezzo. quello più immediato per la ricerca di immagini è, appunto, google immagini.

è necessario però che la ricerca venga effettuata con criterio.

google mette a disposizione degli utenti dei filtri di ricerca: dimensioni immagini, colori, tipologia o, appunto, diritti di utilizzo.

in base a questa ricerca, verranno visualizzate le immagini utilizzabili e modificabili a scopo commerciale e non.

 

un’altra risposta immediata a questa esigenza, sono le immagini di proprietà.

questa l’ho fatta io, a chi dobbiamo dare conto?

e per certi versi è vero, in quanto non sono soggette a copyright. è importante però che abbiamo il consenso di riprodurle, qualora fossero presenti persone estranee in foto oppure se la stessa riproduce un evento privato o qualcosa protetto da copyright.

 

ci sono poi le banche dati, come shutterstock o fotolia, che permettono di acquistare i diritti di una o più immagini e di utilizzarle, in base al tipo di licenza acquistato, una o più volte, anche per fini commerciali.

 

insomma, la rete offre un sacco di possibilità per reperire le immagini, in modo più o meno economico.

spiegatelo tempestivamente al vostro cliente, che le cure per il fegato dopo che lui vi risponderà “e che fa che c’è il marchio… taglialo!costano molto di più!

 

-danilopè-

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