Motta e il panettone della discordia

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Ovvero la stupida ed eterna lotta Vegan vs Onnivori ormai sinonimo di Bene vs Male.

Una piccola premessa prima di leggere il resto, abbiamo deciso di affrontare un discorso spinoso, ma da gente coinvolta nel mondo della comunicazione volevamo dire la nostra, che siate vegetariani, vegani, fruttariani, onniveri o carnivori, non sentitevi punti sul vivo! questo articolo mette tutti sulla graticola e come si dice a roma : “a chi tocca nun se ngrugna”

Vorrei a tal proposito citare una frase tratta dalla scena finale di “Demolition Man”, dove John Spartan, interpretato da Silvester Stallone, dopo aver sconfitto il cattivo si pronuncia nei confronti della popolazione con l’intento di porre le basi per costruire un nuovo modo di vivere, né anarchico come quello voluto dai ribelli né restrittivo e controllato come quello voluto dai cittadini, dicendo:

“Ferma, ferma, ferma. Ve lo dico io che dovete fare. Tu [rivolgendosi ai cittadini] devi sporcarti un po’ e tu [rivolgendosi ai ribelli] devi ripulirti. E a un certo punto… Non lo so, lo capirete da soli!”

Ecco non sarà un colossal, o uno dei migliori film che abbia mai visto, ma ho sempre interpretato quella frase come esemplificativa di un concetto di pace, ovvero la capacità di riuscire a trovare un punto di incontro e di equilibrio tra due fazioni contrapposte; è proprio nell’accettazione dell’altro, del diverso, nel rispetto di idee contrarie alle nostre che si potrebbero evitare guerre o conflitti.

Partendo da questi presupposti, permettetemi di dire che la polemica sorta a causa della nuova pubblicità Motta, che vede scontrarsi ancora una volta vegani ed onnivori delle fazioni estremiste, era dunque facilmente evitabile ed io, oggi, non sarei qui a prendere le difese di una campagna pubblicitaria che, per quanto ben costruita, non mi fa battere il cuore.

Infatti con occhio critico ed esperto posso affermare con sincerità che l’intento dello spot non era tanto quello di prendere per i culo i vegani, quanto più che altro evidenziare come la casa dolciaria tenda a non seguire le mode, rimanendo ancorata saggiamente alla tradizione culinaria milanese: com’è giusto che sia.

Tofu, Seitan, Papaya, Alghe essiccate e bacche Goji per quanto siano esemplificative di una dieta vegana, sono anche simbolo di un nuovo stile di vita, una corrente “new age” che nel modo di mangiare ritrova anche una nuova filosofia e un modo differente a quello canonico di concepire il mondo.

Attenzione: con questo non voglio assolutamente schierarmi a favore di nessuno, soprattutto perché entrambe le coalizioni si sono spinte oltre la sottile linea della decenza.

Mi rivolgo in primis a chi sentendosi offeso dallo spot ha commentato con stupidità e ignoranza augurando persino la morte di chi ha deciso di mantenere una dieta tradizionale, mettendo assurdamente di mezzo bambini.

Quando leggo di vegani che augurano la morte a dei bambini, e in particolar modo perché questi mangiano il panettone a “Natale”, mi parte (passatemi l’esclamazione) il neurone anti estremista.
Trovo infatti inconcepibile come, per esprimere il proprio pensiero e la propria filosofia, si possano raggiungere tali livelli di intolleranza e di estremismo violento.
È proprio per questo motivo che l’associazione mi sorge spontanea: vegano = estremista?

É ovvio che una scelta etica comporti inevitabilmente delle manifestazioni critiche, ma esistono i giusti modi per esprimerla. Allo stesso modo però bisognerebbe evitare dall’altra parte di cadere con facilità nella parte del torto, soprattutto se si è mangiatori di carne e derivati… Infatti, ragazzi (e lo dico da sostenitore del club della bistecca), come cazzo vi salta per la testa di usare questo spot come bandiera pro onnivori? Tanto che lo sanno anche gli allevatori che le ragioni del cruelty free sono rispettabilissime, sempre che siate dotati di un po’ di empatia. Trovo piuttosto necessario imparare a stemperare i toni ed evitare che ancora una volta i vegani rispondano all’accusa rimarcando la brutalità degli allevamenti intensivi.

Permettetemi infatti una piccola parentesi ambientalista. Il mondo vegan è tutt’oggi un mondo nuovo e inesplorato e sono ancora poche le informazioni che si hanno sulle metodologie di coltivazione intensiva. Se prendiamo ad esempio in analisi il caso della produzione della soia in Sud America, attualmente la più grande produttrice di soia, scopriamo infatti che i danni provocati dalle coltivazioni intensive sono diverse dai problemi di deforestazione e a quelli legati alla smineralizzazione del terreno coltivato che impedisce un successivo utilizzo di quest’ultimo per colture diverse.

Il mio consiglio dunque è quello di apportare un’analisi critica a 360° prima di portare avanti polemiche che dal mio punto di vista possono ritenersi sterili.

Inoltre, la Motta non ha nessun interesse nell’infastidire una categoria che HA SCELTO DI NUTRIRSI CON PRODOTTI NON DERIVATI DA FONTI ANIMALI. O credete che alla Motta importi qualcosa se lo spot non vi piace? Mi rivolgo quindi ai lettori vegani: voi non fate parte del loro mercato, in quanto il panettone contiene uova, burro e altri prodotti che voi non consumate. In sostanza, il fatto che lo spot non vi piaccia non rappresenta per loro un calo delle vendite, in quanto non sarebbero riusciti a vendervi il prodotto in ogni caso. Siete dei consumatori che non comprano panettoni, quindi, qualsiasi spot avessero fatto, voi non rientrereste comunque nella loro fetta di mercato.
Inoltre, vorrei farvi notare che i prodotti menzionati nello spot non sono certamente i cibi più vegan che potevano nominare, ma sicuramente sono i prodotti più alla moda e i più presenti nelle diete dei modaioli italiani. Basta infatti aprire Instagram per vedere una di queste pietanze sulle tavole food influencers più seguiti. A pensarci bene, infatti, non mi sognerei mai di mescolare tofu tritato, papaya, seitan e alghe essiccate nella preparazione di un dolce vegano… E spero che nessun altro lo faccia!
Questo poi è il nostro umile pensiero da comunicatori, e che voi mangiate o meno il panettone, vi auguriamo comunque un Buon Natale, e sia che siate in accordo o meno con noi, siate più buoni!
Buon Natale a tutti!

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Lombardo Marco
Ceo & art director dello studio Wiredlayer nonché amministratore e direttore di robadagarafici.net Art Director, Social Media Manager, Team manager, Si occupa di grafica e comunicazione da 15 anni. admin di robadagrafici.net e relativa pagina facebook. Ha iniziato come Web designer e la propria esperienza professionale si è evoluta nel tempo fino alla visione completa dei progetti, occupandosi della definizione delle strategie di web marketing e della gestione dei budget, oltre che dal punto di vista grafico di ogni singolo progetto. Ideazione e sviluppo progetti di: comunicazione visiva cross-publishing, web marketing, Gestione diretta del cliente. Formazione/Organizzazione di Team di lavoro (Web, Social Media) marcolombardo@wiredlayer.com info@robadagrafici.net