Saul Bass: quando i titoli di testa diventano arte


Quando si parla di relazioni tra grafica e cinema e si vuol citare un nome di sicuro riferimento, è necessario menzionare Saul Bass.

Particolarmente eclettico, Bass è ricordato per aver valorizzato le sequenze introduttive dei film trasformandole in una vera e propria forma d’arte. Fino all’ingresso di Saul Bass nel cinema, i crediti (elenchi sordi, statici e grigi) erano considerati un elemento insignificante nell’economia complessiva dello spettacolo e, per questo motivo, proiettati a tende chiuse. Bass comprese invece che i titoli di testa potevano preparare lo spettatore alle tematiche trattate nel lungometraggio, fornendo un contributo significativo nel processo di narrazione alla stregua di un prologo.
Nel 1938, influenzato dai lavori di Howard Trafton, Bass s’iscrive all’Art College di Manhattan. Nello stesso anno, a riprova del suo legame con il mondo del cinema, è già assistente alla Warner Bros di New York. Nel 1944 lavora presso l’agenzia di pubblicità Blaine Thompson e s’iscrive al Brooklyn College, una scelta fondamentale nella carriera dell’artista. Tra i docenti dell’istituto figura infatti il celebre graphic designer ungherese György Kepes, allievo di Laszlo Moholy-Nagy, che inizierà il nostro autore al Costruttivismo e alle opere del Bauhaus. Bass, nei lavori successivi, sarà così in grado di riadattare la visione utopica del modernismo europeo, acquisita durante gli anni della formazione, al mondo commerciale e capitalista.
Nel 1946 è art director presso Buchanan & Co. e, finalmente, nel 1952 fonda lo studio Saul Bass & Associates. Nel 1954 arriva la prima commissione ad opera di un noto regista, Otto Preminger, che legherà indissolubilmente la figura di Saul Bass al cinema. Questi, dopo avergli commissionato la locandina del film Carmen Jones e aver apprezzato la qualità del suo lavoro, decise infatti di affidargli anche i titoli di testa. A rendere famoso Bass al grande pubblico sarà però il lavoro realizzato per un altro film di Preminger: The Man with the Golden Arm del 1955, una pellicola che tratta il tema delicato della tossicodipendenza. Nella progettazione della locandina, Bass stravolge i canoni della tradizionale pubblicità cinematografica, allontanandosi dalle regole della rappresentazione realistica e narrativa predominante. Più precisamente, invece di scegliere i protagonisti o qualche momento particolare e significativo della trama, Bass mette in evidenza un simbolo fortemente espressivo della stessa. Compare quindi una porzione di braccio contratto e convulso che, nella sua forma frastagliata, esprimeva la fragilità esistenziale del protagonista e gli effetti devastanti dettati dall’uso di droghe. Tutti elementi che, delimitati da una cornice discontinua dove a predominare sono colori cupi quali il nero, il viola e il blu, verranno ripresi e inseriti anche nei titoli di testa.

 

Nel 1958, collabora insieme a John Whitney, pioniere dell’animazione informatica, alla realizzazione della sequenza di apertura de La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock (noto nella versione originale con il titolo Vertigo). Whitney, assunto dal regista per completare il compito apparentemente impossibile di trasformare i progetti di Bass in immagini in movimento, porta a termine un lavoro che oggi è considerato il primo esempio riconosciuto di grafica computerizzata su pellicola.

 

Nel 1961 Bass lavora ai titoli di coda del pluripremiato musical West Side Story e, per far fronte all’ingente numero di comparse, degne di una produzione di Broadway, Bass decise di spostare i crediti alla fine della pellicola. L’epilogo è una ricapitolazione dell’ambiente in cui si svolge la storia del film. Così tutte le pareti e le superfici sono intimamente esplorate, la telecamera si muove tra mura, recinzioni e porte sulle quali sono incisi i crediti del musical. L’epilogo con i titoli di coda assume quindi il ruolo di “camera di decompressione”, come lo definisce lo stesso Saul Bass, in cui lo spettatore ha il tempo di ricomporsi dopo il climax tragico.

 

Bass, ormai affermatosi come specialista del settore, lavora con registi del calibro di Billy Wilder, Robert Aldrich, Alfred Hitchcock, Steven Spielberg, Stanley Kubrick e Martin Scorsese, dando avvio a una formidabile sinergia di cinema e graphic design.
Per la prima volta con Saul Bass la bobina con i crediti venne consegnata ai teatri cinematografici insieme alla nota “proiettista – tirare la corda”. I titoli di testa, composti graficamente da una commistione di animazione ed effetti fotografici, rappresentavano dunque un piccolo “film nel film”, un ouverture visuale in cui i temi, le metafore e i nodi narrativi si condensavano nelle immagini preparando lo spettatore alla proiezione.

 

M&M Michele e Martina
Michele isn't a Superhero, but every night turn himself into a Designer. Instead, Martina is a digital museum addicted.

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