Milton Glaser: “Il senso dell’ironia è la più performante forma di comunicazione”.


 “As designers, we’ve been concerned about our role in society for a very long time. It’s important to remember that even modernism had social reform as it’s basic principal, but the need to act seems more imperative than ever”

AIGA National Design Conference, Boston 2005-

Milton Glaser spiega così nel 2005 l’importanza del ruolo del designer nella realtà contemporanea, non solo come comunicatore ma come interprete della società. Per Glaser il design è infatti un mezzo attraverso il quale il designer ha possibilità di esprimersi e ribellarsi, diventando a sua volta cronista del suo tempo.

Glaser nasce a New York nel 1929, e può essere considerato uno dei più importanti progettisti della storia e punto di riferimento per il graphic design internazionale.

Inizia la sua formazione nel 1948 alla Cooper Union Art School di NY. Nel 1952, grazie ad una borsa di studio, si trasferisce in Italia, dove continuerà il suo percorso di studi all’accademia di Belle Arti di Bologna, ed è proprio durante questo soggiorno che ha la possibilità di conoscere Giorgio Morandi. La figura dell’artista italiano, come mentore, determinerà l’avvicinamento di Glaser all’arte moderna e rinascimentale. L’arte resterà una delle principali fonti di ispirazione per tutta la sua carriera: riprova ne sono le stesse parole della critica che lo definiscono

“un artista completo, nel senso rinascimentale del termine, eclettico fino al punto di essere antico e moderno al tempo stesso, capace di citare indifferentemente Piero della Francesca e Giorgio Morandi”.

Tornato negli Stati Uniti nel 1954 fonda i Push Pin Studios, studio grafico composto da un collettivo di professionisti, che per oltre vent’anni ha esercitato un’influenza decisiva sui trend del mondo della grafica. La produzione artistica dei Push Pin Studios è caratterizzata da linee sperimentali, che puntano al recupero dell’idea sulla forma, sulla scia della corrente espressionista-astratta di inizio Novecento, in contrapposizione alla “Scuola svizzero – germanica” degli stessi anni che invece si soffermava sulla rielaborazione e sullo studio di elementi tipografici. È proprio in questo periodo della sua carriera che Glaser realizza l’iconico  poster  ritraente Bob Dylan, dove colori fluorescenti e linee curve riprendono lo stile psichedelico che si stava affermando negli anni ’60, ispirandosi alla dilatazione del pensiero e alle sensazioni fisiologiche provocate dall’uso di droghe allucinogene.

Glaser è stato inoltre co-fondatore della rivista “New York Magazine” (1968), co-fondatore della Milton Glaser Inc (1974) e della WBMG (1983). Attraverso quest’ultimo studio grafico specializzato nell’editoria, Glaser si occupa della progettazione di ben oltre 50 riviste, giornali e periodici di tutto il mondo, tra i quali vanno annoverati il Washington Post, The Journal of Art, The Time, La Vanguardia di Barcellona e L’Espresso di Roma.  Ha inoltre collaborato con riviste come “Village Voice” di cui è tutt’oggi vice-presidente & art director, “Paris Match” e “Esquisire”. Ha inoltre disegnato numerosi caratteri tipografici come Glaser Stencil, Sesame Place, Houdini, Hologram Shadow, Kitchen, Baby Teeth e Aint Baroque.

Nel 2009 il Presidente Barack Obama gli conferisce la più alta onorificenza nel campo artistico americano: la “National Medal of Art”.

L’opera di Glaser, come designer e come artista, ha dunque segnato inevitabilmente il mondo della produzione grafica mondiale. Oggi i suoi lavori sono esposti in tutto il mondo e molte sono le mostre che sono state realizzate per esporre le sue opere: ricordiamo ad esempio la retrospettiva realizzata nel 1977 al Centre Georges Pompidou di Parigi. Alcune di queste sono inoltre presenti in collezioni permanenti, come è possibile ammirare presso il Museum of Modern Art di New York, il Museo di Israele di Gerusalemme e il Museo del Design Cooper Hewitt Nazionale di New York.

Tra i suoi lavori più noti ricordiamo sicuramente il logo I Love New York. Commissionato nel 1976 dal Department of Commerce dello Stato di New York per promuovere il turismo. Negli anni ’70 lo stato di New York stava infatti attraversando un periodo particolarmente difficile a causa della diffusa criminalità. Glaser allora decise di realizzarlo praticamente gratis, ricevendo un compenso di appena 2000 dollari, meno delle spese che affrontò per produrre i modelli dimostrativi. Oggi quello stesso logo genera allo stato di New York oltre 1 milione di dollari in profitti annui.

“I NY” è stato un successo fin da subito divenendo simbolo della Grande Mela, copiato da molte altre città e celebrato per la sua universalità, efficacia ed essenzialità. Il logo “I NY” è composto da una semplice frase in cui soggetto e complemento oggetto sono legati insieme dall’icona di un’emozione, “il cuore”, utilizzata al posto del verbo. Il font usato è l’American Typewriter (carattere ridisegnato dallo stesso Glaser per poter far funzionare visivamente il rapporto tra lettere e la forma del cuore). Dopo l’esplosione dell’11 settembre ed il crollo delle torri gemelle,  Glaser sentì il bisogno di ridisegnare il logo in seguito al tragico evento, considerandolo testimonianza e mezzo espressivo per raccontare l’avvenimento. Aggiunse dunque le parole “more than ever” con un corpo più piccolo giustificato sotto il logo e una bruciatura nera sul cuore.

È dunque possibile affermare come i lavori di Milton Glaser siano indubbiamente caratterizzati da un’immediatezza visiva straordinaria, legata ad elementi di pura originalità e da un’apparente semplicità. Ed è infatti attraverso un’analisi tecnica di quest’ultimi che è possibile evincere le grandi capacità tecniche, artistiche e progettuali del designer. Ogni stile utilizzato è infatti modificato e adattato per la rielaborazione dei suoi progetti grafici, che spaziano dal manifesto ai logotipi, dalle illustrazioni ai murales, dai poster  alle cover di album musicali, dal branding all’advertising. È in questi termini che Milton Glaser si presenta dunque come un designer poliedrico capace di trarre ispirazione da ogni elemento ed evento della sua contemporaneità, capace di guardare al passato rielaborando gli spunti visivi con i più moderni influssi stilistici. 

M&M Michele e Martina
Michele isn't a Superhero, but every night turn himself into a Designer. Instead, Martina is a digital museum addicted.

Milton Glaser: “Il senso dell’ironia è la più performante forma di comunicazione”.

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