Mapping: le proiezioni del futuro – ce lo dicono i NEED Visual Studio

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Pochi ne parlano, eppure è in giro già da qualche anno e ne sentiremo parlare ancora per molto. Si tratta di un modo nuovo di comunicare e fare arte: i campi in cui si sta facendo spazio sono infiniti, il risultato è in ogni caso stupefacente!

Ma cos’è questo misterioso Video Mapping?

In sostanza si tratta di animazioni video, composte da immagini e giochi di luce, proiettate sulle superfici più varie: si va dall’automobile all’edificio a scenografie teatrali, e così via. Semplice a dirsi. Un po’ più complicato a farsi: un efficiente team di persone è in questo caso quasi più indispensabile di una buona attrezzatura.

Si parte, ovviamente, dalla scelta della superficie da mappare, tenendo conto di ogni dettaglio: colore, materiali e ovviamente dimensioni per esprimere al massimo il concetto di partenza. L’effetto di queste opere d’arte proiettabili lascia senza parole: si viene totalmente coinvolti, grazie sia alle immagini che scorrono che agli effetti sonori che fanno da cornice ad uno spettacolo surreale. Si tratta di un modo innovativo e abbastanza d’impatto per esprimersi: spettacoli che lasciano il segno e che difficilmente si scordano.

Un esempio di comunicazione che non ha eguali: nell’epoca del digitale, il Mapping rappresenta un tipo di linguaggio quasi inedito. Si potrebbe far riferimento un po’ alla Street Art: da una parte l’arte, appunto, di strada che proietta in modo indelebile o meno immagini sulle pareti; dall’altra, il “violento” impatto visivo di cui sia i graffiti che le proiezioni mappate sono portatori. Con il Mapping si passa però, ad un livello successivo: il protagonista stavolta non è più un muro dipinto con bombolette spray. Emerge, piuttosto, un dinamismo che crea non solo un nuovo rapporto tra artista e supporto, a lungo studiato e fatto proprio, ma anche tra spettatore e opera d’arte, di cui rimane solo un ricordo indelebile nella propria mente.

Anche nel Belpaese stanno cominciando a svilupparsi team di professionisti e anche di semplici appassionati che sfornano progetti di non poco conto, portando avanti con orgoglio il nostro tricolore.

Ecco a voi, in particolare, una piccola intervista ad un gruppo cazzuto di quattro ragazzi che da qualche annetto si stanno facendo conoscere a livello internazionale a suon di 3D e proiezioni mappate. Il loro progetto si chiama “NEED Visual Studio”: Pietro Alex Marra, Alex Popa, Fabrizio Pavano e Andrea Sabiucciu che pur provenendo da strade differenti fra di loro, si sono uniti grazie alla loro forte passione per l’arte e l’innovazione.

-Raccontateci quali sono stati i vostri percorsi.

Siamo 4 ragazzi con dei percorsi assolutamente diversi fra di loro: Pietro Alex è un artista poliedrico, specializzato in Grafica d’Arte ed esperto in programmi come After Effects; Alex Popa, sta per chiudere i suoi studi in Graphic Design specializzandosi nella modellazione 3D; Fabrizio, laureando in Product Design ed esperto in Maya; Andrea invece è laureato in Grafica d’Arte e appassionato di Video Mapping.

-Come vi siete avvicinati al Mapping e quali sono le vostre creazioni?

Dopo aver partecipato ad un workshop nel 2013 rivolto al Video Mapping abbiamo deciso di mettere insieme le nostre competenze e partecipare alle varie “Call for Artists” in giro per l’Europa e non solo. Alcuni eventi di nostra partecipazione sono stati: Festival of International Mapping a Girona, MAG Arte, Bologna Design Week, PMAJ Minatopika in Giappone e altri ancora.

-Eventi importanti quindi. Quali sono le vostre idee per il futuro? Che ruolo ha il mapping oggi in Italia?

La nostra idea è quella di riuscire a trasformare questo “progetto” in una realtà consolidata, poter applicare questa tecnica in altri campi che siano diversi da quello per cui il Mapping è conosciuto, ovvero quello della comunicazione visiva.

In Italia, il Mapping deve ancora definirsi, con carenza maggiore nella stessa comunicazione del settore.

-Quali difficoltà riscontrate nell’elaborazione dei vostri progetti e che importanza ha per voi lavorare in gruppo?

La carenza di strumentazione può essere un blocco. Nonostante ciò riusciamo a portare a termine le consegne, dividendoci i vari compiti in base al progetto che abbiamo in mano. Il bello di essere un gruppo “policromo” è proprio questo: riuscire a trovare sempre varie possibilità per sviluppare un’ idea.

Prendetevi 5 minuti, guardate alcuni dei loro progetti e affascinatevi!

 


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