Le nuove tendenze nel logo design cambiano di anno in anno. E allora è arrivato il momento di chiedersi: quali saranno i principali trend 2016?

Quando ci troviamo di fronte a un progetto che riguarda la realizzazione di un logo, ci soffermiamo soprattutto sul significato allegorico e concettuale che vogliamo trasmettere mediante immagine. Il lavoro del graphic designer si concentra dunque su messaggi e simboli che devono spesso essere compresi su larga scala e che abbiano uno styling che li renda indimenticabili. Ma nella progettazione di un logo quanto siamo influenzati dai trend del momento?

A tal proposito ci viene in soccorso logolounge.com network, galleria e database con più di 241.000 loghi registrati, che nell’articolo “2016 Logo Trends” propone un’attenta selezione e analisi di mode e ricerche effettuate dagli utenti nell’ultimo anno. Mostra infatti come ricerche per “vintage“, “orange” e “red” siano diminuite, mentre termini come “fitness”, “green”, “health”, “modern”, “clean”,icon” e “sans-serif” siano aumentati.

Già da questa prima carrellata di parole chiave è possibile intuire come loghi minimalisti, semplici e puliti stiano prendendo il sopravvento: una tendenza già in voga da qualche anno. Basti pensare anche alle scelte di restyling effettuate da Google nel 2015 e Microsoft nel 2012, che tendono a prediligere un font sans-serif, ovvero senza grazie e con uno stile flat, bidimensionale.

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A proposito di flat, una tendenza che si sta affermando per dare tridimensionalità e corposità a un’immagine bidimensionale è la scelta di giocare su toni chiaroscurali dividendo a metà l’immagine “half and half”, creando così una piacevole illusione ottica di fuoriuscita dalla pagina del logo stesso.

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Sempre per giocare con la semplicità e la geometria pura, cerchio e angolo divengono i nuovi protagonisti della scena. Basti pensare al nuovo logo della DC Comics: “DC” all’interno di un cerchio perfetto, a ricercare la centralità di un marchio in cui prodotti e servizi parlano da soli.

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Sulla stessa scia concettuale ritroviamo elementi angolari, rettangolari e quadrati, ricchi di significati metaforici, dove la ripresa esclusiva di un angolo rimanda mentalmente agli altri tre angoli, ma può allo stesso tempo divenire emblema di “freccia”, di “orientamenti” o di “casa”, come nel caso di Leroy Merlin. Un elemento semplice che funziona sempre a prescindere dal colore o dalla scelta del font. Il Brand, infatti, nel 2014 vince il premio “Insegna dell’anno”.

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Altro elemento a far da padrone è la ciclicità, così come per il cerchio. La scelta di una linea continua senza inizio e senza fine, che concettualmente vuole trasmettere l’idea di un ciclo continuo di azioni ripetitive che sono sintesi della perfezione e della coerenza di un processo. Massimo esponente è indubbiamente il logo di Airbnb. La cui A è sintesi e simbolo di una rete individui invogliati tramite l’esperienza di viaggio a ripetere le stesse azioni.

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Altra tendenza da qualche anno è l’utilizzo della monolinea, in questo caso il logo viene definito con un unico tratto. Esponente di rilievo di questo stile è il tatuatore Mo Ganji, la quale caratteristica è proprio quella di realizzare immagini semplici dal forte impatto. Su questa linea sembra muoversi anche la scelta stilistica di Netflix nel restyling del logo, ne abbiamo parlato su RDG in un articolo di approfondimento. Alla monolinea nell’ultimo anno sembra però affiancarsi anche la linea tratteggiata, per giocare con texture e sfumature.

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Altra categoria introdotta è quella delle “slice” e “bars”, fette e asticelle che si ripetono ritmicamente: un elemento reiterato che già nell’immaginario dell’osservatore sembra preannunciare quale sia l’elemento conclusivo. Questo modello permette al desiner di costruire una superfice trasparente, che agevola il logo ad adattarsi a qualsiasi tipo di pagina. La spaziatura e la linea di larghezza dimostrano l’attenzione per i dettagli e le capacità stilistiche del desiner così come concettualmente sembrano rimandare all’organizzazione del brand aziendale. Esempio può essere la scelta fatta da Tim. In caso di slice queste invece donano con eleganza tridimensionalità al logo.

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A riprova di quanto detto sull’utilizzo e ripresa della tematica vintage, dopo pochi anni di ribalta risulta essere già superata. Instagram, infatti, abbandona la romantica polaroid dai toni tenui e si rilancia con un logo multicolor. Si orienta in questa direzione anche il marchio Enel (vi rimando anche in questo caso ad un articolo di approfondimento sviluppato dal team di RDG, sul casestudy di Enel). La scelta dei colori sembra in entrambi i casi indirizzare inconsciamente i consumatori in un concetto ampio dove l’utilizzo di più colori simboleggia la rifrazione della luce e la diversificazione della società: in Instagram con riferimento agli utenti iscritti, in Enel con rimando alla natura poliedrica del Gruppo.

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Per ulteriori approfondimenti vi consiglio comunque la lettura di “2016 Logo Trend” e dell’articolo Il logo è morto? viva il logo, dal Met a quello della fanta,  oltre all articolo  5 siti da visitare per per diventare grandi nel logo design

 

 

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