La verità sul CreativeProShow // I punti di vista di Pat e Max

9 min


 

Il PUNTO DI VISTA DI PAT

 

Ore 9:30 // corsa verso l’Hotel.

La prima persona che incontro è Massimo Nava, è di spalle.  L’ho  sentito qualche minuto fa per telefono e adesso ho una fottuta voglia di fargli uno scherzetto e farlo spaventare… ma no dai. Lo chiamo per nome, si gira. Un abbraccione e tanti sorrisi. Intorno altri ragazzi venuti anche loro a Roma per conoscere Pedro e le sue tecniche. Ad un certo punto andiamo tutti a prendere un caffè, magari ci conosciamo meglio prima di iniziare!

 

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Di certo tra poco avremo un upgrade tecnico e conosceremo altra gente che abbiam sempre visto on-line ma non di persona e la cosa è davvero stimolante. Finito il caffè (che paga Max con la scusa che se vado a Roma offre lui) ci dirigiamo di nuovo verso l’Hotel Leonardo da Vinci. Ammazza che bell’ Hotel, Martin ha scelto proprio una bella location. Scendiamo giù e fuori dall’aula troviamo un banco pieno zeppo di libri fighissimi della Ballistic.  Tutti lì a sfogliare e a guardarsi intorno. È ora di entrare in aula. Guardo da fuori, è già strapiena. Come una scolaretta mi dirigo verso gli ultimi posti in fondo, è quello il mio posto dalla prima elementare. Ho bisogno di fare un po’ chiasso e di disegnare roba sconnessa mentre ascolto e incamero informazioni. Mentre entriamo dico a Max con aria seria che ho intenzione di rompergli le scatole tutto il giorno e che deve essere necessariamente il mio compagno di banco. Ci sediamo vicini.  Ci consegnano una scaletta con il programma della giornata. Mi guardo intorno: c’è anche un tavolino con penne block notes per gli appunti e acqua frizzante e naturale: il team cps ha pensato proprio a tutto!

 

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Inizia finalmente il seminario. Martin ci presenta Pedro Fernandez che inizia subito a parlarci di se, di quello che fa, introducendoci all’argomento principale del seminario: Architectural Visualisation.

Dalla ricerca dell’idea e dell’ispirazione nel mondo che ci circonda (“Art is everywhere”) ai processi creativi. Dall’importanza dell’armonia alla teoria del colore che può aiutare nella comprensione dell’elaborato  in modo da concentrare l’attenzione sui punti che riteniamo centrali nella composizione e caricare di emotività, creando stati d’animo.

 

 

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Pausa. Si, una pausa dopo poco tempo che abbiamo iniziato. Ho amato il concetto di pausa nel seminario perché fissa i contenuti. Come? Se rimani dentro ragioni su cosa è appena stato detto e conosci i tuoi compagni di banco, se come me siete abituati a correre fuori a fumare una sigaretta state certi che vi metterete a ragionare su quello che è stato appena detto con gli altri… scoprendo che sono tutti come te: amano il proprio lavoro e sono contenti di condividere impressioni. Certi brainstorming!

Si torna dentro e si ricomincia. Colori, la profondità, cambio del Punto di vista dell’elaborato per renderlo più interessante, storytelling, illuminazione e finalmente arriviamo all’argomento che ritengo sia il centro nevralgico del seminario: la prospettiva e i punti di fuga. Solo chi era presente può capire quanto abbiamo calcato la mano su questo argomento che credo sia il tallone di Achille di molti grafici. Quanti sono i punti di fuga? Come individuarli? Come inserire gli elementi nella composizione senza sbagliare prospettiva quindi dimensioni, ombre? Quanto conta il nostro amico Fibonacci nella composizione con la sezione aurea? Come capire quando un immagine funziona dopo che abbiam quasi terminato di lavorarci su? Come armonizzare gli elementi della composizione? Ed ecco che arriviamo ai passaggi di render, agli effetti di luce. Tecniche di colorazione. Cervello mio fatti capanna. Qui sembra tutto così semplice!

 

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Ore 12:45  // ora del pranzo

Ecco che arriviamo al pranzo. Si, caspita, devo raccontarvi anche del pranzo! Sempre con il mitico Max ci dirigiamo fuori incontrandoci con altri ragazzi. Il caldo torrido ci fa sudare perché ci ha colti di sorpresa ma non ci lasciamo sciogliere tanto facilmente: ci dirigiamo verso una pizzeria di fronte. Ne troviamo una con l’ insegna brutta (perché io nelle città mi oriento guardando le insegne mica le strade) e ci spariamo una pizza. Una buona pizzetta e litri d’acqua. Nel mentre ci raccontiamo un po’ le nostre esperienze, ci facciamo qualche risata, qualche battutaccia sui clienti. In quel lasso di tempo sono rimasta sorpresa da Max che praticamente rispondeva alle continue richieste tecniche degli altri senza dire una sola volta “No, non lo so”. Incredibile. Una persona unica e rara nel suo genere, una risorsa con le gambe. Sto ancora cercando di trovare una domanda a cui non sappia rispondere. Ah, da sottolineare che è venuto con la sua fighissima Wacom  Cintiq su cui è colata tutta la mia bava durante la giornata. Ho tentato anche di rubarla ma poi mi son messa una mano sopra la coscienza e ho lasciato perdere. Abbiamo poi affrontato l’argomento freelancers, come approcciarsi al mondo del lavoro professionale e ci siamo raccontati le nostre diverse esperienze di vita: la formazione costa e molti di noi hanno dovuto passare periodi in cui invece di comprare magliette, di uscire tutti i sabato hanno investito soldi nella crescita lavorativa e nel materiale. Ho introdotto io l’argomento perché non bisogna assolutamente vergognarsi di questo… anzi!  Bisogna dirlo e parlarne. Credo profondamente che sia qualcosa di cui andare fieri. Tutti hanno passato periodi neri, di sconforto o fregature. Molti fanno anche un altro lavoro per mantenersi i primi tempi, quello che ci distingue è la passione e la costanza non la ricchezza e il benessere. Quello si costruisce col tempo e con la fatica!

(amen)

 

1 ora dopo // rientro in Hotel

Al rientro in Hotel io e Max abbiamo finalmente potuto salutare Martin. Finalmente perché era impegnatissimo e quando lo abbiamo visto miracolosamente seduto lo abbiamo placcato come due sbirri. Ci mancava solo la paletta rossa XD.

Dopo le duemila chiacchiere con Martin, al rientro continuiamo con Pedro Fernandez e la seconda parte del seminario dove ci fa vedere “in pratica” il suo modo di lavorare, aprendosi alle domande del pubblico. Pedro parla in inglese ed è simpaticissimo ma lì vicino c’è un traduttore così bravo che traduce tutto perfettamente, compresi termini tecnici. Domande su domande durante la seconda parte, domande di ogni genere! Durante la lezione ci siam trovati spesso a ragionare e a trovare modi alternativi per avere gli stessi effetti, ci siamo allegramente confrontati sul nostro workflow.

 

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Verso la fine del seminario.

Pedro visiona dei lavori e ci fa rimanere praticamente shoccati: un ragazzo presenta un elaborato molto carino a cui manca qualcosa. Pedro con un paio di click e l’inserimento di un punto luce ha praticamente fatto diventare quell’elaborato un capolavoro. Applausi scroscianti, un vero successo.

All’uscita saluto Max e m’incammino verso il centro di Roma. Mille sensazioni. Ho conosciuto un sacco di gente e sono piena di energie! Si sono aperte altre strade ed è cambiato in qualche modo l’approccio con Photoshop. Mi sono decisamente schiarita le idee sulla prospettiva e porto con me un bagaglio di tecniche che non vedo l’ora di mettere in pratica.

Voglio diventare brava come Pedro.

 

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Io e Max

 

 

 

IL PUNTO DI VISTA DI MAX

 

Ore 9.30. Davanti all’ Hotel scorgo già le prime visite intente a confrontarsi sul mondo del lavoro nel nostro settore. Chiamo Patrizia che arriva con una cartella Equitalia in mano. Forse vuole farmi spaventare – ok, non è vero, non è successo-.
Il primo impatto con il Creative Pro Show mi da la possibilità di conoscere finalmente di persona la testolina più creativa del web, esattamente come me l’immaginavo.
La giornata inizia bene mentre arrivano altri volti conosciuti nel corso del tempo e insieme ci prepariamo ad assistere alla lezione di Pedro.
Doppio caffè, tutti insieme al bar, e via, si comincia con questa grande giornata.

Location da favola, tanta bella gente e sala piena zeppa. Dentro il paradiso, fuori l’inferno e la calura
In attesa di Pedro, che si dimostrerà un grande, come tutti si aspettavano
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riuscite a riconoscere max?


Prima di entrare insieme con Pat rompo un po’ le scatole al banchetto della Ballistic che finalmente è disponibile anche in Italia. Mi prendo un bel librozzo e faccio amicizia con il responsabile, assaporando l’acquisto dei libri che mi mancano
Per farmi il figo mi son portato dietro la Cintiq Companion appena acquistata. Che dopo averla desiderata tanto ancora devo capire se la userò davvero oppure no. Ma uno degli amici presenti mi da qualche buon consiglio e quindi.. beh, vedremo (grazie Victor).

Poi finalmente inizia il seminario.
E’ facile parlare di un evento dicendosi soddisfatti. In questo caso c’è molto di più.
A parte l’organizzazione del Creative Pro Show precisa, puntuale e soddisfacente (grazie a Martin, perfetto mattatore della giornata e agli altri ragazzi del team cps) che ci hanno regalato una giornata ricca di contenuti l’intervento di Pedro è stato a dir poco illuminante.
Aver la possibilità di osservare il metodo di lavoro di un artista, semplice e diretto, è qualcosa che ci arricchisce sempre. Il suo intervento ha fissato con chiarezza considerazioni e passaggi fondamentali della nostra “vita creativa quotidiana” in modo penetrante e significativo.
Il flusso di lavoro, la scelta dei “modelli di ispirazione”, regole, colori, ritmi e variabili esposte nel modo più chiaro ed emozionante possibile.
Si danno spesso per scontate alcune regole del nostro lavoro ma più Pedro parlava più ci accorgevamo di ciò che ci stava comunicando, un’elaborazione dopo l’altra.

Ok, abbiamo anche fatto un po’ di casino nelle retrovie ma con Pat l’allegria è d’obbligo e ce la siamo spassata. Così tra un “ooohhhh” e un “orca miseria, va che spettacolo” seguire ogni passaggio ci ha galvanizzato sempre di più in un botta e risposta “silenzioso” (il più possibile ) per assaporare meglio ciò che vedevamo.
Tra me e lei avremo preso una tonnellata di appunti e prodotto al volo un brainstorming creativo in tempo reale che secondo me il cameraman a momenti ci prendeva a sberle.
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Il grande Pedro a fine giornata si è anche prodigato in consigli dedicati ai lavori di chi ha voluto mostrarsi quel giorno, dimostrando come le sue versatili capacità diano spessore a quella figura che ha colpito tutti noi.
Un grande. Che je voi di dappiù.

Gli stimoli, le idee, il confronto e tutto il contesto ha rivestito questa giornata di perfezione, culminata in un secondo incontro che aspettavo da sempre ed è stato così che ci siam trovati davanti ad un tavolino io, Pat e Martin. Ho avuto il piacere di condividere una parentesi con 2 persone eccezionali. Pochi minuti insieme, preziosi e speciali che ricorderò davvero. Sembra un modo di dire. Non è così.

Dopo l’evento la mia Cintiq ancora fumava per tutti gli appunti che ho preso ma soprattutto adesso ho voglia di rimettermi al lavoro per mettere in pratica il “metodo Pedro”. L’efficacia della semplicità. La passione per le Digital Arts. La professionalità nel costruire visual emozionanti.

La giornata si chiude poi con un saluto agli amici presenti, al mitico Martin, al Creative Pro Show (un evento come pochi in circolazione, garantito) ed a Pedro che ha condiviso con noi il suo talento.
Infine ultima sigaretta fuori, qualche scatto e ci salutiamo anche con quel vulcano in ebollizione che è Pat.
Una giornata fantastica.
Aspettando il prossimo Creative Pro Show al quale non mancherò di certo.
Un evento speciale che ha lasciato dentro ogni partecipante “uova” -creative- che hanno già iniziato a dischiudersi (ne sono sicuro).

I feel good.

 

Alcuni elaborati di Pedro che potete trovare anche sul suo sito 

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Patrizia Co

Graphic designer freelance dal 2009. Amante della zuppa Campbells, del guerrilla marketing e di troppe altre cose.