Herb Lubalin: “I caratteri devono parlare da soli, come le immagini”


Herb Lubalin, universalmente considerato maestro della tipografia espressionista,  nei suoi lavori è riuscito a mescolare testo e immagini, eliminando la distinzione tra i due generi.

Dorfsman ricorda così l’autore:

“Lubalin ha usato il suo straordinario talento e gusto per trasformare parole e significati da un [semplice] mezzo ad una parte inestricabile del messaggio. Così facendo, ha sollevato la tipografia dal livello dell’artigianato all’arte”.

Durante tutta la sua carriera di graphic design, infatti, Lubalin si è allontanato dalla tradizionale tipografia legata alle regole del modernismo europeo preferendo abbracciare le sperimentazioni americane che prevedevano un utilizzo più sciolto e libero delle immagini. Tutto ciò gli permise di approcciarsi alla tipografia con una maggiore libertà figurativa rispetto ai suoi contemporanei.

Lo stesso Lubalin non amava infatti definirsi  tipografo (un termine considerato troppo specifico e meccanico), preferendo invece qualificarsi come colui che “disegna con le lettere”. È proprio grazie alle sue sperimentazioni legate al carattere tipografico che oggi è possibile considerarlo padre dell’uso inventivo della tipografia.

Lubalin si laurea alla Cooper Union School di New York nel 1939 e inizia a lavorare come art director per Sudler&Hennessy nel 1945, di cui diventa vicepresidente nel 1955. Nel 1964 fonda il proprio studio, l’Herb Lubalin Inc. dove si occuperà di sistemi di corporate identity, pubblicità, packaging e pubblicazioni varie. Durante questi anni Lubalin si troverà a collaborare con numerosi altri graphic designer come Ernie Smith, Tom Carnase, Roger Ferriter, Tony Di Spigna e Seymour Chwast.

Negli anni ’60 collabora, come art director,  con l’editore Ralph Ginzburg a tre riviste progressiste che riflettono la mutevole cultura sessuale e politica dell’epoca: Eros, Fact e AvantGarde.

Nella storia della grafica internazionale, particolare rilievo ha il logotipo realizzato proprio per la rivista AvantGarde, dove una serie di combinazioni di lettere si stringono, accavallano e sovrappongono, creando un’identità futuristica immediatamente riconoscibile. A partire dagli anni Settanta, con il contributo di Tom Carnase, il semplice logotipo creato per la testata giornalistica fu trasformato in un carattere tipografico. Lubalin ne disegnò due versioni: una per i titoli e un’altra per i testi, entrambe pensate per guadagnare la massima capacità di sovrapposizione e di legatura tra le lettere che, combinate magnificamente, mantengono una chiara leggibilità. Avant Gard può essere considerato uno dei font sans serif più apprezzati  della storia.

Herb Lubalin, AvantGarde, Cover n. 1, 1968

Nel 1970 Lubalin, dopo una serie di controversie giuridiche legate alle riviste di Ginzburg, fonda l’ITC (International Typeface Corporation) con Aaron Burns e Edward Rondthaler, lavorando contemporaneamente come art director per “U&lc” (Upper and lower case), rivista promozionale dell’omonima azienda e una delle più importanti testate in ambito tipografico. Dal 1972 insegna alla Cornell University di Ithaca e, dal 1976 al 1981, alla Cooper Union. Inoltre, riceve numerosi premi e riconoscimenti, come la medaglia d’oro dell’Art Directors Club di New York nel 1952.

M&M Michele e Martina

Michele isn’t a Superhero, but every night turn himself into a Designer. Instead, Martina is a digital museum addicted.

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